Naufragio della motonave "Marina D'Aequa"    -IL LIBRO BIANCO-

Grazie per avere visitato le nostre pagine. Manda un commento, verrà immediatamente pubblicato. Per non dimenticare...

Thank you for visiting our pages. Please Send a comment, it will be published. To not forget...

VISITA LA PAGINA FACEBOOK


Le foto dei Marinai

Le tragiche foto del naufragio  ( la pagina apre in una nuova finestra )

Giornale di Chiesuola Un altro documento eccezionale. Il "diario di bordo" del cacciatorpediniere spagnolo "Langàra" della Marina Militare Spagnola accorsa sul luogo del naufragio. Si ringrazia Josè Ignacio Andrès, all'epoca marinaio di stanza della suddetta unità. Grazie alla sua tenacia è stato possibile la pubblicazione di questo importante documento che testimonia il ritrovamento di una lancia di salvataggio appartenuta al Marina D'Aequa.  ( la pagina apre in una nuova finestra )


In data 29 Dicembre 2006 si è commemorato a Meta il 25° anniversario della scomparsa dei trenta uomini di mare dell'equipaggio della Nave "Marina d'Aequa", affondata nel golfo di Guascogna il 29-12-1981.
Alle ore 09.50 è stata celebrata una messa in suffragio dall'arcivescovo Mons. Felice Cece presso la Basilica di S. M. del Lauro.
Al termine della Santa messa alla presenza della autorità civili, militari e religiose ci si è recati in corteo sino al largo "Stella Maris" per l'inaugurazione del monumento a tutti i caduti del mare scolpito dal M° Umberto De Martino.
Sono intervenuti alla cerimonia diversi sindaci della penisola sorrentina, le autorità portuali di Napoli, e dalla Spagna la testimonianza di un ex marinaio della marina militare spagnola Josè Ignacio Andrès all'epoca impegnato nelle purtroppo vane operazioni di soccorso.
Ore 17.55, ora precisa in cui la nave è definitivamente inabissata in mare, due minuti di raccoglimento su tutta l'area comunale con rintocchi funerei delle campane di tutte le chiese e serrata estemporanea di tutti gli esercizi commerciali.
LE FOTO DELLA GIORNATA 
( la pagina apre in una nuova finestra )

 

 

I VOSTRI COMMENTI ...


Venerdì 29 Dicembre 2011 a Sant'Agnello, Santuario di San Giuseppe, solenne celebrazione presieduta da S. E. Felice Cece. Non mancate.



Non dimentichero mai la tragica fine di quei poveri ragazzi del marina di equa anchio al epoca ero imbarcato ero al secondo imbarco avevo 15 anni quella mattina eravamo in navigazione nel golfo del leone destinazione barcellona quando ricevemmo la notizia non li dimentichero mai anche se non li o mai conosciuti resteranno senpre nel mio cuore . Grazie per aver aperto questo sito

Corrado Petrucci



Ero poco più che un ragazzino all’epoca ma ricordo chiaramente questa tragedia che, in qualità di figlio di marittimo, mi colpì particolarmente. Ricordo la tristezza e l’ansia di quei giorni.

Scorrendo le pagine di questo sito non riesco a trattenere le lacrime al ricordo di quella immane sciagura…il mio pensiero và a “Sciasciatore”, a tutti gli uomini del Marina d’Aequa nonchè a tutti coloro che hanno perso la vita in mare.


Ferdinando Cimmino

MARINA D´AEQUA

Navegan nuestras vidas en el tiempo,
Como la brisa del Marina a Barlovento.
 
Navegan nuestros recuerdos en el tiempo,
Como el destino del Marina a Sotavento.

Navegan nuestros sueños adosados al costado del tiempo,
Como los sueños del añorado Marina,
En las profundidades de nuestro pensamiento…

José Ignacio

29 de Diciembre de 2009
 

Lunedì 28 dicembre 2009
Domani corre il 28 anno del naufragio della marina d aequa su quella nave non conoscevo nessuno ma sono rimasto impressionato dal evento e della sofferenza che hanno patito quei poveri marinai non dimentichiamoli

Antonio D'Angelo - Torre del Greco
 


Mi è rimasto in mente quel tragico 29 dicembre 1981. Ero al 4°ginnasio del Liceo Classico "P.V. Marone"e fu proclamato il lutto cittadino. Una preghiera per i poveri marittimi scomparsi.

Ferdinando De Rosa


Che la pace di Dio possa colmare il vuoto lasciato dai colleghi del Marina e di tutti gli uomini di mare che hanno perso la vita nell'esercizio della professione lontano dagli affetti dei cari e dalla loro terra.

Vincenzo Lampo


Ignoravo che esisteva un sito per quella sciagura, mi avete fatto tornare ventisette anni indietro, complimenti a tutti...
Su questa nave ci sono stato dal 20/08/1980 al 23/12/198, era il sesto imbarco, non vi nascondo che all'epoca era la nave più all'avanguardia e più nuova che io abbia navigato. ricordo tutti gli amici e coetanei di Meta soprattutto Ciro D'Angelo e i fratelli Tortora di Torre che siamo stati imbarcati insieme sul Marina d'Equa, un pensiero speciale a Michele Pepe il più piccolo abitavamo vicino a via Cassari, rimarranno tutti nei miei pensieri a quella sciagura inspiegabile,e l'ultimo mio imbarco risale al 1981 sul Marina di Alimuri (gemella della Marina d'Equa) sbarcando il 30/11/1981, da quella tragedia non ho più navigato.. resto sempre nei ricordi di quell'equipaggio di giovani come me in cerca di una svolta alla loro vita.

Luciano Cuccaro - Meta

 


Ricordo come ieri quei giorni di tristezza e dolore . Ero imbarcato sul Luigi d'Amico ed eravamo in rada a Puerto Cabello ( Venezuela ) . Ricevetti la notizia escoltando le trasmissioni per l'estero della Rai erano le due del mattino sentendo il nome della nave mi chiesi subito quante persone di equipaggio conoscessi e pregai per la loro salvezza . Nei giorni quando si seppero i nomi dei dispersi  quanti amici e persone che conoscevo . Nella chiesa del mio paese c'è un banco dedicato ai caduti della Marina d'Equa , quest'anno ho partecipato alla commemorazione alla chiesa di San Giuseppe una cerimonia molto toccante . Il ricordo di tutti quegli amici mi resta sempre  nella memoria .

Peppe Russo

 


Avevo i miei spensierati quindici anni quando avvenne quella tragedia devastante... Ho un ricordo nitido di quel giorno, ma allora non
 capivo...
Oggi, a distanza di ventisei anni, come figlia di un navigante, come moglie e come mamma, odio quei flutti del golfo di Guascogna che vi hanno  strappato dalle vostre famiglie e dal mio paese, ma non dalla mia  mente e dal mio cuore!
Con affetto

Alessandra da Meta


A las madres del Marina D´Aequa:

Amanece. Un año más, es 29 de Diciembre. Pienso en los familiares y en los amigos de los náufragos. Pero sobre todo, pienso en sus madres. Ya han pasado veintiseis años...

 Sentado sobre una solitaria roca, contemplo pensativo el bravo mar que baña las costas de Asturias. Un singular rincón del  mar Cantábrico. El mar que amo, porque es el mar de la tierra donde nací. El mar que odio, porque es el mar en el que naufragaron sus hijos hace hoy veintiséis años, a unas escasas trescientas millas al noroeste de este bonito rincón del Norte de España, llamado Candás.

Pasa el tiempo y hoy hace frío. Abrumado por la nostalgia de los recuerdos y por el constante chapoteo de las olas, siento cómo  mi imaginación comienza a navegar hacia las profundidades de los sueños…

Y en las profundidades de los sueños...

“Divisé agrupadas en la arena de la playa  a una treintena de gaviotas que parecían observar expectantes y tristes, el horizonte.  Me acerqué suavemente a ellas para consolarlas y entonces pude descubrir  de cerca el rostro tierno y añorante de las madres de los marineros, esperando…

Frente a ellas, en paralelo con  la costa se deslizaba lentamente un gran buque mercante con un mastil sin bandera  y una vez más en mi imaginación, navegando con  mis sueños, contemplé  impresionado a una treintena de marineros sin rostro saludando hacia la arena de la playa  mientras el gran buque, con el nombre  “Marina D´Aequa” se alejaba  hasta desaparecer rápidamente a lontananza…

Al despertar de mis sueños, en la arena de la playa pude ver unas cuantas gaviotas que parecían  observar expectantes y tristes, el horizonte. Pero una extremecedora  amargura se apoderó de mí,  al comprobar que el resto ya no estaban…”

Jose Ignacio
Candás, 29 de Diciembre de 2007
Principado de Asturias
ESPAÑA

[Presto la traduzione in italiano]


Ci risiamo. Ritorna la triste ricorrenza del naufragio della motonave "Marina D'Aequa", una tragedia paragonabile, (ovviamente nelle proporzioni) all'11 Settembre. Mai la Penisola Sorrentina ha subìto un lutto così grave, dai tempi delle incursioni saracene, delle ultime guerre mondiali, nemmeno quell'evento così dirompente e devastante come il terremoto dell'80 ha lasciato un lutto così vasto e profondo. L'anno scorso il 25° Anniversario, un'esperienza umana che personalmente  resterà indimenticabile, indelebile. Ma credo sia sentimento comune per tutti coloro che si sono lasciati coinvolgere in quella giornata, riuscendo così a svincolarsi dalla stretta conformistica del Natale, Festività certamente e legittimamente da festeggiare nel migliore dei modi.
L'avvento di Internet questa volta ha avuto un ruolo determinante per "risvegliare" la memoria collettiva, se non altro per un muro, strano e se vogliamo inspiegabile, che si era formato nelle coscienze dei Peninsulari, fatte le dovute eccezioni per i familiari e gli "addetti ai lavori", ovviamente.. Un muro di apparente ( e sottolineo apparente) indifferenza, una coltre di nebbia d'oblio formatasi per non vedere, una sorta di rimozione. Si perchè quando il dolore, anche nella memoria collettiva, è così lacerante, così grave, si attiva una sorta di corto-circuito per un meccanismo "salvavita" di autodifesa, perchè "si deve andare avanti", perchè è sull'acqua salata che si può guadagnare qualcosa di soldi, una volta ci si poteva anche comprare una casa, ora nemmeno quella, ma forse ancora garantisce una vita (a terra) quantomeno dignitosa. Ora quel muro si è dissolto, era giusto è doveroso non lasciare quei ragazzi dietro quella nebbia, le testimonianze che tutt'ora arrivano nel "Libro Bianco" ci dimostrano che è servito anche per coloro che il lutto l'hanno vissuto sulla loro pelle. Mi riferisco ai familiari che si trascinano questo dolore da oramai 26 anni e che questo piccolo raggio di sole fatto di solidarietà e particepazione forse lenisce un po' quel senso di solitudine che questa nebbia, sia pure giustificante, aveva avvolto. Non ci si puo' fermare qui, a mio parere. Bisogna continuare a tenere le coscienze sveglie, non bastano i monumenti, le pagine commemorative, le annuali funzioni religiose che  pure sono ammirevoli nel loro proposito: Bisogna lavorare affinchè questa iniziativa assuma carattere istituzionale. Se cercate il sito dell Marina Italiana viene fuori immediatamente quella militare, poi quella mercantile, poi un sito della "Regia Marina"  che pur accennando i caduti e ad un elenco che costituisce un medagliere per il "valore militare", non va oltre.
 Dobbiamo prima proporre, poi insistere affinchè venga istituita, nel sito ufficiale della Marina Italiana, una sezione dedicata alle persone che hanno perso la vita in mare; non soltanto quelli della "Marina D'Aequa" o del "Campanella", ma di tutta l'Italia, di tutti gli italiani. Istituire un database che divenga un prezioso archivio sulle "morti bianche" del Mare.
Questa è un'altra sfida che possiamo e dobbiamo vincere, affinchè la nebbia non si riformi bisogna che entri la luce calda del sole, e che tutti possano vedere e ricordare questi Uomini che "dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti."


Michelangelo


Oggi sono passati 26 anni,ed io marittimo uomo di mare di una città di mare scrivo per non dimenticarvi. " Sarete sempre presenti nei cuori di chi vi ha amato e per quelli che come me non hanno avuto la gioia di conoscervi sò di certo che veglierete su di  noi, che continuiamo sul mare a lavorare.

Scala Camillo Torre del Greco


Marina d'Aequa per non dimenticare
Il 29 dicembre 2007 alle ore 19:00 nel SANTUARIO DI SAN GIUSEPPE in SANT'AGNELLO come tutti gli anni dal 1996, anno della realizzazione del monumento ai dispersi del MARINA D'AEQUA,ad oggi, si terrà una SOLENNE EUCARESTIA presieduta dal parroco santanellese Don Natale Pane.
Alla cerimonia prenderanno parte le famiglie degli scomparsi, le massime autorità dei comuni interessati dalla immane tragedia e una rappresentanza della Capitaneria di porto di C/MARE DI STABIA E DELLA CASINA DEI CAPITANI DI META. Alla fine della cerimonia sarà DEPOSTA UNA CORONA DI ALLORO sul MONUMENTO attiguo al SANTUARIO che ne perpetua nel tempo tale tragico evento.

                                                                           Antonino Imperato


Era il 29 dicembre 1981,eravamo in navigazione nel mediterraneo a bordo della nave traghetto Seamond II in direzione Beirut,il mare era forza 6,io ero al mio primo imbarco in qualità di Giovanotto di macchina,alle 19 ora di cena,apprendemmo dal nostro Comandante che attraverso la radio di bordo vi era stata la terribile tragedia del Marina D'Equa,nessuno ceno',calo' il silenzio,sulla nostra nave,c'era imbarcato qualche parente di qualche scomparso,ma non ricordo chi fosse...il 31 dicembre alle 16 attraccammo a Beirut,c'era la guerra in quel tempo,dal porto si vedevano le colline che erano bersaglio di proiettili traccianti,allora avevo solo 18 anni,credevo che fossero fuochi d'artificio,il cuoco mi disse di non rimanere in coperta che era pericolosa,quella sera a bordo non ci fu' nessun festeggiamento,ma solo un mesto ricordo di quei colleghi sfortunati,che non avevano potuto festeggiare il nuovo anno. Un caloroso ricordo e un eterno riposo a quelle anime coraggiose...........
E un Ringraziamento a colui che ha voluto ricordare quegli eroi in questo sito
Grazie
......................Gennaro Federico.......Milano


Quando avevo 15 anni nel 1978 avevo una barchetta a vela Optimist che mio zio Roberto mi lasciava sulla spiaggia di Piano presso il signor Michele che credo fosse il papà di Salvatore Lauro. Ero mingherlino e spesso avevo difficoltà a trascinarla negli spazi stretti tra le barche. Ho un ricordo molto netto di Salvatore che, un po' impietosito e un po' divertito dalle mie difficoltà, l'alzava di colpo sulla testa tenendola in equilibrio con due braccia e me la portava fino all'acqua.

A lui dedico un ricordo commosso.

Gabriele Poole


Dal profondo degli abissi il passo per te è stato così veloce sperando che in quell'attimo Dio ti ha accolto nelle sue mani con infinita misericoedia.
Ti vogliamo bene Rino...

Le tue cugine Annamaria & Giovanna


Per te il ricordo è sempre vivo, più gli anni passano e più ci si accorge del vuoto che tu hai lasciato nei nostri cuori... noi non ti dimenticheremo mai.

Ti vogliamo bene
Zia Vittoria e Famiglia


Ho conosciuto una donna meravigliosa, che a bordo della Marina d'Aequa ha perso il suo più grande AMORE.......
Ogni giorno grazie a lei e al figlio Salvatore, ho conferma che niente è più importante di un amore vissuto con tanta passione e dedizione...
Con il passare del tempo l'amore per Raffaele è rimasto integro nel cuore di chi lo ha AMATO e questo permette anche a chi l'ha consciuto solo in fotografia, di sentirlo ancora vivo tra noi! Il mio pesiero va a Teresa che con la sua
dolcezza è riuscita ad incastrarsi nel mio cuore come una mamma!
Con infinito affetto

Simona


Ciao! Vi contatto per congratularmi con voi per il magnifico sito dedicato al naufragio della motonave MARINA D'AEQUA e per comunicarvi che visitando il vostro sito e leggendo i vari commenti di tante persone, ho voluto in un certo senso fare qualcosa anch'io. Infatti ho realizzato un piccolo filmato inerente le foto che voi avete pubblicato. Adesso vi chiedo di vedere il filmato che ho realizzato e che ho messo sul sito YOUTUBE, affinché tutti lo possano vedere.

http://www.youtube.com/watch?v=5NcIPFspqSs  (il video si apre in un'altra finestra)
 

....LO ABBIAMO SOGNATO RAFFAELE...

C'E' APPARSO SOPRA I RAMI E PASSAVA COME LA LUNA TRA UNA NUVOLA E L'ALTRA:
ANDAVA ED IO E SALVATORE LO GUARDAVAMO...ED EGLI CI GUARDAVA...
IL MARE...IL NOSTRO AMORE.



TERESA


Noi guide turistiche della Regione Campania non potremmo mai dimenticare il sacrificio dei trenta marinai della motonave "marina d'Aequa". A Loro va il nostro sincero pensiero . Un forte abbraccio pieno della più sentita solidarietà e partecipazione a tutti i famigliari delle vittime ed ancor più alle madri di quei trenta marinai eternamente rimasti ragazzi nel nostro ricordo.

Guide centre Sorrento


[...]

Ricordo quel nefasto giorno, come tanti altre giornate di sciagure e di sacrifici per il mare che spesso chiede a noi gente di mare.
Ho partecipato istituzionalmente il 29 dicembre, in rappresentanza del Comune di Procida, alla manifestazione, ma anche come ex marittimo nonche amico dei miei concittadini.
Come ho detto nel mio breve intervento esprimo il massimo cordoglio a tutte le famiglie di questi cari angeli del mare.
  

Salvatore Costagliola - Assessore alla Risorsa Mare del Comune di Procida  

 


Per non dimenticare.... come se fosse possibile dimenticare Angelo, mio cugino, che con la sua aria scanzonata e ammiccante riusciva a farsi perdonare tutto, anche quando la combinava grossa. E di grosse ne combinava... il "giro della morte" per esempio: un tratto di strada strettissima, percorso a 80 all'ora in un vecchio camioncino Fiat 850! E i motorini che smontava nel retrobottega del negozio dei suoi e che truccava senza ritegno! E le volte che svegliava il padre dalla sua pennichella pomeridiana stringendogli entrambi i piedi con la sola forza delle mani! Le barzellette che solo lui sapeva raccontare, le battute di pesca subacquea, sport che era diventato la sua più grande passione. Metteva un entusiasmo speciale in tutto ciò che faceva perchè aveva una incontenibile voglia di vivere... non credo proprio di poterlo mai dimenticare perchè era anche un amico. Riusciva a tirati su di morale anche quando tutto ti sembrava nero... nero come quel pozzo profondo in cui ora è finito e da cui non è più riuscito a risalire, lui che era un esperto pescatore subacqueo. Questa volta è rimasto laggiù, insieme ai suoi compagni.... no! Che sto dicendo! Non voglio pensarlo  così! Voglio immaginarlo lassù in cielo, insieme al padre, scomparso circa 6 anni fa, che ancora litigano e si tirano moccoli in maniera scherzosa... è così che voglio ricordarlo e sono sicura che anche lui lo vorrebbe!

 

Anna Maria


Penso che tutta quell'acqua in movimento, con la sua bellezza, profondità e mistero, possa farci sentire vivi e possa spalancarsi quando vuole per riprendersi la vita.
Un fiore e un pensiero ai ragazzi del Marina D'Aequa da chi vive lontano dal mare e comunque lo ama.

Rita


Il ricordo dell'evento è sempre vivo nella memoria e soprattutto il ricordo dei miei coetanei Luigi e Maurizio che sulla sua graziella bianca impennava all'incrocio. Ciao

   Giovanni Parlato       Meta


Il 29 dicembre 1981, nelle acque gelide del Golfo della Guascogna, affondava il mercantile MARINA D'AEQUA  insieme ad essa l'intero equipaggio e tante persone di cui il mare non ha voluto restituire nemmeno i corpi.
Procida si ferma piangendo i suoi figli, Pierino, Peppino e Graziuccio.
Giorno memorabile che non si può cancellare ed il sottoscritto Giuseppe Righi l'anno scorso nel mese di luglio in ricordo di questi allestì una mostra " Navi e Marinai di Procida dal 1860 al naufragio del MARINA D'AEQUA, ove raccontavo il sinistro minuto per minuto l'inchiesta fatta dal comitato Seagull del 1984.
Oltre ai tre procidani c'era anche il comandante Michele Massa, che ho avuto l'onore di conoscere navigando insieme sulla M/N EDERA della flotta Lauro.
Alla famiglia e a tutte le famiglie dei dispersi va il mio caloroso conforto.
Il Signore ha preparato per loro il giusto compenso nella gloria dei cieli, anche se il mare è stato la loro tomba.

Giuseppe Righi , marittimo pensionato Procida


Io mi chiedo solamente chi sa come sara' stata la vita di ognuno di quelle 30 persone se non fosse accaduto quel tragico evento. A volte la vita e' ingiusta. Quel tragico giorno ha portato via a chi un padre, a chi un amico, a chi un fratello, a chi un figlio, o a chi un semplice conoscente. Io ricordo solo che i sacrifici che un marittimo fa non dovrebbero mai essere ricompensati in questo modo. Io parlo da giovane marittimo, e mi fa rabbia che molti di noi come all'epoca, siano costretti a fare questo mestiere solo perche' la vita dalle nostre parti non e' facile. Domani se veramente le istituzioni saranno presenti, chiedo di stare vicino alle famiglie dei marittimi della marina d'aequa,ma chiedo di essergli vicine seriamente, e non solo per domani, ma per tutte le difficolta' che si incontrano negli anni a crescere un figlio senza padre e alle difficolta' che ha un padre ad andare avanti sapendo di avere perso un figlio, magari proprio per aiutare la famiglia in difficolta'.
Grazie di avermi dato l'opportunita' di esporre le mie idee

Mariano


Teniamo vivo il ricordo di quei 30 ragazzi.
Non dimenticherò mai i miei amici Peppino Visaggio e Pierino Cibelli.

Arturo Calise


25 anni fa ero troppo piccolo per sapere quello che stava succedendo. Ma crescendo ho capito che Zio Rino mi mancava tanto, troppo.
Ogni volta che guardo il mare, penso a quanto dolore la mia famiglia e quelle degli altri ragazzi della Marina d' Aequa hanno provato e provano ancora. Poi alzo gli occhi al cielo e sorrido perchè sono sicuro che da lassù Loro ci pensano e ci amano, sempre.
Ti porto sempre nel mio cuore.
Ti voglio bene Zio.

Stany Pisani


Anche Massa Lubrense quel giorno maledetto ha pianto un figlio della sua terra Tonino Gelso da Nerano, un uomo buono, gran lavoratore un amico di tutti... ciao Tonino rimani sempre nei ns.cuori

Mario Gargiulo


Avevo 8 anni quel maledetto 29 dicembre 1981, troppo pochi per conoscerti, troppo pochi per poter avere almeno dei ricordi.... E oggi, dopo 25 anni, la rabbia per quella morte assurda, la rabbia per quel destino che ti ha strappato da noi, ma sopratutto quel senso di impotenza nel guardare il dolore negli occhi di mio padre, ancora vivo e cocente come allora, quando racconta qualche aneddoto che ti riguarda o solo quando nomina, quel suo nipote con il mare nel cuore, uguale a lui che e' stato marittimo per 40 anni. Rino non ti dimenticare di noi, noi non ti dimenticheremo mai.

MARIANNA.


Traduzione in Italiano

A todos los familiares de los marineros fallecidos el 29 de Diciembre de 1981 en el naufragio del buque mercante Marina D`Aequa:

    Mi nombre es José Ignacio, soy natural de Asturias (al norte de España). Actualmente resido en Valencia, al sureste de la Península española.
        Desde hace 25 años retengo en mi memoria todos aquellos  detalles que he podido vivir en el lugar de la tragedia. En la vida, todas las personas vivimos sucesos que nunca podemos olvidar. En mi caso, y en el de ustedes también, el naufragio del Marina D`Aequa permanecerá en nuestra memoria para siempre, como si el tiempo pasado siempre hubiera sido ayer.
    Muchas veces, a lo largo de estos veinticinco años  conversando con mi mujer, mis amigos y conocidos les he hablado de aquel fatídico 29 de Diciembre donde un grupo de anónimos marineros para mí, naufragaron  a unas 200 millas al Noreste de Estaca de Bares, en el area del Golfo de Guascogna (Vizcaya). Hoy, paradojas de la vida, navegando por Internet he podido conocer algunos datos que desconocía y que realmente me impresionaron y me emocionaron. Me impresionó profundamente ver las fotografías de algunos de los fallecidos. Especialmente la de Michele Pepe con tan solo 17 años de edad. Recortes de periódicos de aquellas fechas como el diario "Paese Sera" o "il Mattino" donde se pueden ver escenas de algunos familiares totalmente abatidos. También me emocioné al ver varias fotografías del buque. El buque que lamentablemente nunca hemos podido rescatar. Y también hoy, después de veinticinco años, he podido conocer que familiares y fallecidos son naturales de la preciosa comarca de Sorrento, al Suroeste de Italia.
     
"Por aquel entonces yo tenía 20 años y prestaba mis servicios ( servicio militar) en la 11ª escuadrilla de destructores de la Armada española ubicada en El Ferrol (La Coruña). El 29 de Diciembre de 1981 (casualmente el mismo día de la tragedia) me incorporé como radarista en el Destructor Lángara (D64) . Recuerdo perfectamente que aquel día la lluvia era torrencial en el puerto del Ferrol. Sobre las seis y media de la tarde, un grupo de marineros  nos encontrabamos en el comedor del barco. De pronto, con rostro desencajado y muy nervioso,  irrumpió en el comedor el oficial de guardia y nos dijo estas palabras:  Hemos recibido por la emisora un S.O.S a doscientas millas al noreste de Estaca de Bares (en el area del Golfo de Guascogna). Abandonen inmediatamente el comedor. Tenemos que acudir  al rescate. Por los altavoces del barco anunciaron la noticia a toda los marineros  de a bordo. Nos cogió de sorpresa. Gran parte de la tripulación se encontraba de permiso por las fechas en las que nos encontrabamos y tuvieron que acudir marineros de algunas fragatas que se encontraban atracadas a nuestro costado. Mientras calentabamos máquinas para salir al rescate, recuerdo que llegaron varios camiones con víveres y mantas. No sabíamos nada más. Tan pronto como nos fué posible, en la oscuridad de la noche, salimos a la mar...
    Jamás he navegado con un temporal como el de aquel 29 de Diciembre de 1981. Había una mar arbolada. Tremenda. Durante todo el trayecto nos prohibieron salir por cubierta porque las olas eran de más de 10 metros. Recuerdo a algunos  compañeros vomitando por los pasillos y por los servicios del barco al borde de la deshidratación. Yo mismo fuí uno de ellos. Con semejante temporal, la velocidad de nuestro barco no podía ser la óptima, así que tardamos en recorrer las 200 millas cerca de dos días y medio hasta arribar al lugar donde se lanzó el S.O.S. Recuerdo que en ningún momento tuvimos ningún tipo de información, excepto una latitud y una longitud. El miedo y la incertidumbre sobre lo que nos podíamos encontrar en aquel lugar era sobrecogedora.
    Cuando llegamos al epicentro del S.O.S. indicado no divisamos ningún barco, ni botes salvavidas. Ni supervivientes. Entonces nuestros oficiales dieron orden de que navegaramos en círculo concéntrico en un radio de 4 millas (para peinar la zona en espiral) en busca de supervivientes. Navegamos muy despacio y siempre en silencio. El aspecto de la mar  era de color plomizo y estaba muy batida. Daba la impresión de que en aquel lugar había ocurrido algo extraño. Varias horas más tarde, divisamos semihundido un chinchorro (pequeño bote) que estaba roto por proa y por popa. Un oficial y varios marineros se acercaron en una lancha zodiac para supervisarlo. Recuerdo que los oficiales no consideraron oportuno izarlo a nuestro barco y se quedó en la mar para siempre. A las conclusiones que se llegaron en aquel momento por parte de los oficiales es que, para que un bote se rompiera de esa manera por proa y por popa, tuvo que ser un agrietamiento de la estructura del barco o en el peor de los casos, una ruptura en dos. Continuamos rastreando. Recuerdo las caras de la tripulación y la de los oficiales y suboficiales. Se respiraba mucha tensión y una sensación de impotencia debido a tanta incertidumbre y al cansancio.
    A medida que estrechabamos el cerco, la mar parecía cada vez más revuelta y extraña. Varias horas después, en el horizonte divisamos algo de color rojo que flotaba sobre el agua. Rápidamente nos acercamos. Resultó ser una lancha zodiac (como la que utilizan los efectivos de salvamento) de color rojo y amarillo. Muy larga y especialmente bonita. A bordo no había nadie. En su estructura tenía grabadas las letras "Marina di Aequa". Los oficiales decidieron izarla a bordo y durante los dieciocho meses que presté servicio en el Destructor Lángara siempre permaneció en el hangar de nuestro buque. Muchas fueron las veces que me he sentado sobre ella recordando lo incomprensible de aquella terrible experiencia.
Durante dos días más continuamos rastreando la zona. Pero desgraciadamente, nunca encontramos supervivientes.
Agotados los plazos de rastreo, nuestro comandante dió orden de volver a puerto y durante la singladura de vuelta recuerdo que nadie hablaba nada con nadie. El abatimiento era absoluto.
Ya en puerto, celebramos la cena de Nochevieja un siete u ocho de Enero, varios días después. En el comedor de nuestro barco todo era abatimiento. Me viene a la mente la reacción de un compañero de Barcelona, cuando nos disponíamos a comenzar la cena, que sufrió un ataque de nervios y estrelló una botella de champang contra la mampara del comedor delante del oficial de guardia. Gritó llorando, "somos unos inútiles" presa de la impotencia por no haber podido encontrar supervivientes. El oficial, en un gesto de comprensión, ni tan siquiera le llamó la atención. Entre varios compañeros le sacaron del comedor y el resto nos levantamos uno detrás de otro, camino de nuestro dormitorio, sin recoger las bandejas y sin mediar palabra entre nosotros.
 Una semana después nuestro comandante nos reune a toda la tripulación y nos da la versión de los hechos. La versión con la que he vivido estos veinticinco años hasta el dia de hoy. Esto fué más o menos lo que nos dijo:

    "Perece ser que se trataba de un buque mercante italiano cuyo nombre es el Marina di Aequa. Al S.O.S acudió un barco mercante inglés que navegaba por la zona. Era de noche. El naufragio se produjo por un corrimiento de carga de bobinas de acero que les abrió una gran brecha en  la estructura del barco, lo que originó una gran vía de agua.  Los integrantes de la tripulación del barco inglés no pudieron hacer nada. Todo fué muy rápido. El Marina se partió en dos y se fueron a fondo. Murieron treinta y tres personas."
   
Nota: El Destructor Lángara era un buque muy antiguo. Fué retirado de la navegación en 1992. Desconozco el paradero de la lancha zodiac del Marina d'Aequa. Tal vez pudiera recuperarse. Nunca se sabe. Si así fuera, sería muy emotivo que pudiera volver a la comarca de Sorrento. Habría que hablar con las autoridades de la Armada española y seguro que hay personas que podrían informarles del paradero de esa lancha que durante tanto tiempo estuvo en el hangar del destructor Lángara. Alguien tiene que saberlo. Les deseo muchísima suerte.

Desde aquí, me uno a todos los familiares de aquellos valientes marineros en el dolor y en el recuerdo, en este 25 Aniversario y siempre.

José Ignacio

 

- Testo originale in Spagnolo

A tutti i familiari dei marinai deceduti il 29 dicembre 1981 nel naufragio  della nave mercantile Marina D’Aequa.
Il mio nome è José Ignacio Andrès, nativo  dell'Asturia (Nord Spagna)
Attualmente abito a Valencia, nel sud-est della penisola spagnola. Da 25 anni conservo nella mia memoria tutti i particolari vissuti nel luogo della tragedia. Nella vita ogni persona vive momenti che non si dimenticano mai. Nel mio caso e nel vostro anche, il  naufragio del marina d’Aequa  rimarrà nella nostra  memoria per sempre, come se fosse successo appena ieri.
Molte volte in questi 25 anni parlando con mia moglie, amici e conoscenti, raccontavo di quel tragico 29 Dicembre dove un gruppo di marinai,a me sconosciuti , naufragarono a circa 200 miglia a nord-est della Estaca di Bares nell’area del Golfo di Guascogna (Vizcaya)
Oggi, paradossalmente,  navigando per Internet ho potuto conoscere alcune informazioni che mi hanno impressionato e anche riempito di emozione.
Sono rimasto colpito nel vedere le fotografie di alcune delle vittime. Specialmente quella di Michele  Pepe di soli 17 anni. I Giornali di quel periodo come “Paese Sera” o “Il Mattino” mostrano scene di alcuni familiari completamente distrutti dal dolore. Emozionato anche nel vedere fotografie della nave
che non abbiamo potuto salvare, dopo tutti questi anni, scopro che  le vittime sono di origine della Penisola Sorrentina, nel Sud Est dell' Italia.


In quel periodo io avevo 20 anni  e facevo il militare nella 11ª squadra della marina militare spagnola ( La Coruña). Il 20 dicembre 1981 ( proprio lo stesso giorno della tragedia) mi sono imbarcato come radarista sul cacciatorpediniere " Destructor Lángara"  (D64). Ricordo perfettamente che quel giorno la pioggia era molto forte nel porto del ferrol.Verso le sei e mezzo del pomeriggio mi trovavo con un gruppo di marinai nella sala da pranzo della nave.  Improvvisamente con il viso teso e nervoso,  arrivò nella stanza l’ufficiale di guardia dicendo testualmente : "abbiamo ricevuto un S.O.S a 200 miglia a nord-est di Estaca di Bares (nell’area del Golfo di Guascogna) uscite immediatamente dalla sala da pranzo ! Dobbiamo soccorrerli! " . Dagli altoparlanti della nave annunciarono la notizia a tutti i marinai.
Ci aveva colto di sorpresa,.la maggior parte dell'equipaggio si trovava  fuori per licenza, classico del periodo natalizio, così che si sono aggiunti a bordo marinai di  navi militari limitrofe.
Nel frattempo noi eravamo impegnati nel riscaldare le macchine per partire al soccorso, ricordo che sono arrivati diversi camion con del cibo e coperte. Non sapevamo niente di più. Appena fu possibile nel buio totale siamo partiti. Mai avevo navigato con una tempesta come quella del 29 dicembre 1981. Il mare era
"Arrabbiato nero", Terribile. Nella durata del percorso ci hanno proibito di uscire fuori giacchè le onde erano alte più di 10 metri. Ricordo alcuni compagni che vomitavano per i corridoi e per altre zone. In pessime condizioni. Io sono stato uno di quelli. Con una tempesta cosi grande la velocità della nostra nave non poteva essere superiore, così che  per percorrere 200 miglia abbiamo impiegato 2 giorni e mezzo per arrivare nel luogo dove era partito l' S.O:S. In nessun momento abbiamo avuto informazioni tranne che sulla latitudine e sulla longitudine. La paura e l’incertezza di quello che potevamo trovare in quel luogo era molto forte.
Quando siamo arrivati al punto indicato non si vedeva nessuna barca , ne scialuppe ne superstiti, allora i nostri superiori ci hanno dato l’ordine di perlustrare in un raggio di 4 miglia ( per coprire la zona a spirale) in cerca di superstiti.
Navigavamo  molto piano e in silenzio.L’aspetto del mare era di color piombo rivolto. C’era la sensazione che in quel luogo era successo qualcosa di strano. Molte ore dopo abbiamo avvistato un “Chinchorro” (Piccola barca) semi affondata danneggiata a prua e a poppa. Un ufficiale e vari marinai si son avvicinati con una barca zodiac per controllare. Ricordo che gli ufficiali considerarono opportuno non issarlo a bordo ed è così rimasta nel mare per sempre. 
Alle conclusioni che si erano arrivate in quel momento da parte degli ufficiali era che se una barca si fosse distrutta  in quella maniera davanti e anche da dietro c’era stato una spaccatura della nave o una rottura in due.
Si continuava a cercare, ricordo il viso dell'equipaggio, degli ufficiali .C’era molta tensione nell’aria e una sensazione di impotenza dovuto a tanta incertezza e alla stanchezza. In misura che i giri intorno al epicentro aumentavano il mare era sempre più agitato e strano.
Diverse ore dopo all'orizzonte siamo riusciti a vedere qualcosa di colore rosso che galleggiava sull’acqua. Subito siamo andati a vedere, infatti era una barca zodiac ( come quella che utilizzano per i salvataggi) di colore rosso e giallo. Lunga e particolarmente bella. Non c’era nessuno dentro.
Erano incise le lettere “ Marina d'Aequa". Gli ufficiali avevano deciso di portarla su, e durante quei 18 mesi di servizio sul  Destructor Lángara è rimasta sempre lì nel Hangar (garage  della nave ) del  vascello.
Molte furono le volte che mi sono seduto sopra di essa ricordando l’incomprensibilità di quella terribile esperienza. Per altri due giorni abbiamo  continuato a perlustrare la zona, purtroppo non è stato trovato nessun superstite. Esauriti i tempi del controllo della zona il nostro superiore ci ha ordinato di tornare al porto, nel viaggio di ritorno c’era un silenzio assoluto, nessuno diceva niente, solo abbattimento e sconforto.
Una volta in porto  fu organizzata una cena per la vigilia dell'epifania  svoltasi il 7, 8 gennaio,  alcuni giorni dopo.
Nella sala da pranzo della nostra nave tutto era spento. Mi venne in mente la reazione di un compagno di Barcellona, nel momento che si iniziava a cenare scoppiò in un attacco di nervi sbattendo una bottiglia di champagne contro il muro davanti all'ufficiale di guardia, gridò singhiozzando “ siamo dei buoni a nulla”  per l'impotenza per non aver trovato superstiti.
L’Ufficiale in un gesto di comprensione non disse nulla. Alcuni compagni lo portarono via e il resto di noi ci ritirammo uno dietro l’altro alle nostre cabine, senza apparecchiare ne parlare tra di noi.
Una settimana dopo il nostro comandante riunì tutto l'equipaggio informandoci dei fatti.
La versione con la quale ho convissuto questi 25 anni fino ad oggi.
Questo fu più o meno quel che ha detto:
 
“ a quanto pare si trattava di una nave mercantile italiana  dal nome Marina di Aequa all'S.O.S rispose una nave mercantile inglese che navigava  per la zona. Era di notte. Il naufragio è stato prodotto per un scorrimento del carico costituito da laminati di acciaio spaccando la struttura della nave, dando via libera all’ingresso d’acqua. Il personale dell' equipaggio della nave inglese non ha potuto fare niente. tutto si è verificato velocemente. Il  -Marina- si spaccò in due e affondò. Sono morte 33 persone”
 
Nota:
 il Destructor Lángara era una barca molto vecchia .Fu ritirata della navigazione nel 1992. Sconosciuta è per me l'ubicazione attuale della barca zodiac del Marina d'Aequa. Forse si potrebbe recuperare, non si sa mai. Se cosi fosse, sarebbe molto emozionante che potesse tornare a Sorrento. Bisognerebbe parlare con le autorità della marina militare spagnola; sicuro ci sono delle persone che saranno in grado di informare circa l’ubicazione di questa scialuppa che per tanto tempo si è trovata nel Hangar del destructor Lángara. Qualcuno deve saperlo. Lo spero...almeno.
In bocca al lupo.
 Da qui, mi unisco a tutti i familiari di quei coraggiosi marinai nel dolore e nel ricordo di questo
25° anniversario e per sempre

 José Ignacio Andrès

Traduzione di Diego Castro


Ciao Salvatore, ogni volta che ritorno a Piano e scendo giù alla marina di Cassano non posso fare a meno che volgere un pensiero a te.
Sono certo che tu sei Paradiso.

 

Rosario


Nessun abisso ha potuto cancellarvi dalla profondità dei nostri cuori.

Famiglia Cibelli Pietro


Mi chiamo Antonino Imperato, sono un confratello della Venerabile Confraternita del Sacro Cuore di Maria e di S. Giuseppe in Sant'Agnello nonchè cognato di uno dei naufraghi della M/N Marina d'Equa e precisamente di Lauro Salvatore.
E' da più di 10 anni, quando si pensava che tutto fosse messo nel dimenticatio, che nei giardinetti antistanti il Sagrato del Santuario di S. Giuseppe fu edificata  su suggerimento del Rev.mo Don Angelo Castellano e del gruppo Giovanile Giuseppino e su commissione dell'allora Amministrazione della Confraternita, una lapide che ricorda le vittime di si triste immane tragedia e dei naufragi delle altre due M/N ove persero la vita altri nostri concittadini ( M/N Tito Campanella - M/N Stabia).
Ogni anno il 29 dicembre alle ore 18,30 presso il nostro Santuario si tiene una Celebrazione Eucaristica con susseguente deposizione di corona di alloro presso il monumento sopra descritto a cui prendo parte le autorità civili, militari e religiose nonchè le Associazioni Marittime della Penisola.
Vi prego pertanto di voler pubblicare tale iniziativa del Santuario  sul vostro sito per così  estendere l'invito  a tutti i cittadini della nostra penisola.
RingraziandoVi di cuore.


Antonino Imperato.


 

Sempre nel cuore il ricordo degli amici. C'era il mio compagno di banco  (ed amico d'infanzia) alle medie il caro Luigi Maresca ed anche l'altro  compagno di scuola Costantino Castellano. Saranno sempre vivi nella  nostra memoria e nei nostri cuori.

Da Modena Giuseppe Gargiulo (III^ B)


Mi chiamo Peppe Turco, seguo e apprezzo da molto la vostra iniziativa commemorativa. Ero, anzi sono un grande amico di Angelo Vinaccia Raffaele detto à'catrommol', sorrentino, scomparso anche lui con la "Marina D'Aequa".

Conoscevo quasi tutti su quella sventurata nave, ho frequentato l'istituto nautico di Piano ed ero in classe con Angelo. Ho visto che avete recuperato alcune foto dei marinai metesi, vi prego di aggiungere alle altre anche quella di Angelo che è allegata a questa email..Vi ringrazio e mi complimento per questa bella iniziativa che "vive" anche dopo 25 anni.

Peppe Turco


Nel mio cammino politico, oltre a lavorare per la gente nella vita quotidiana, ho voluto dedicare come già sette anni orsono, una giornata ai miei amici nel loro 25° Anniversario; pur avendo un cuore di pietra ma...la costanza di non fermarmi mai in loro onore!

E per questo ho stilato un programma per Venerdì 29 Dicembre 2006; anche se, fin'ora ho preferito non inviare messaggi ma, ho solo trasmesso i miei pensieri attraverso lo sguardo nei loro occhi. Anzi, svelo ancora di più: dopo aver combattuto a lungo per la costruzione d'un monumento nel '99, mi son visto il lavoro raffigurato nel libro bianco nelle pagine "una distrazione con un dovere" dedicato in ricordo a gente come loro che, mai più tornate a casa, in una zona che si accede ad orari e con tanto di cancello.

Ebbene, non condividendo ciò, ho trovato sulla stessa lunghezza d'onda una persona, nella quale nutro una grandissima stima sia come chirurgo che come Primo Cittadino, di concedermi campo libero ad un programma dove, finalmente senza limitazioni ed orari, ci si possa fermare per onorare i figli, fratelli, colleghi, amici di questo Paese.

 

Orbene, nel 25° Anniversario commemoreremo con una solenne cerimonia presieduta da Mons. Arc. Felice Cece della Diocesi Sorrento/C.Mare, nella Basilica di S.M. del Lauro alle ore 9,30 con parata militare.

Dopo ci porteremo in corteo presso il largo "Stella Maris" dove sarà benedetto un monumento ai Metesi scomparsi, con la rappresentanza di unità navali e la partecipazione di varie Amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali.

Dirò di più: a Voi amici dei miei amici-colleghi scomparsi, mi faccio garante verso Loro, assumendomi piena responsabilità, di aggiungere a questo mio messaggio i loro volti e, sono convinto che anche Voi, con un sorriso, avrete cose, tante cose da trasmettergli guardandoli uno ad uno e continuare a scrivere tanti e tanti pensieri nel loro "Libro Bianco".

 

Peppe Aprea

 

NB: Clicca sulla foto per l'ingrandimento

 

Angelo Vinaccia

 

 

Anselmo Buonocore

 

Antonino Aversa

Antonino Gelzo

Antonio Cioffi

 

Antonio Esposito

 

Antonio Paese

Ciro D'Angelo

Costantino Castellano

F. Saverio Vinaccia

Gennaro Pisani

 

Giovanni Ruggiero

 

Giuseppe Visaggio

Giuseppe D'Elia

 

Grazio Scuotto di Marrazzo

 

Guglielmo Tortora

 

Luigi Cioffi

 

 

Luigi Maresca

 

 

Luigi Tortora

 

Maurizio Esposito

 

Michele Massa

Michele Pepe

Pietro Cacace

Pietro Cibelli

 

Raffaele Esposito

 

Raffaele Palomba

Salvatore Lauro(Sasciatore)

Salvatore Polese

Tullio Gagliardi 

Manca la foto del Cileno Quintana Correo. Se qualcuno ha notizie a riguardo, per favore mandateci una mail. Grazie.

Torna su

 


29 Dicembre 1981  il naufragio della Marina D'Aequa resterà per sempre  un doloroso ricordo. Grazie a tutte quelle  persone che ancora oggi ricordano quei 29 ragazzi.

Ernesto.
catberre @ tin.it


Oggi stavo navigando per cercare notizie sul sormeggibile "NANI" disperso nella seconda guerra mondiale,a bordo c'era il fratello di mia nonna (con lacrime agli occhi ne' parla sempre).All'improvviso rivivo quella serata di dicembre,ero piccolo ma ricordo tutto. Ero a casa sua. Ciao zio lello.. sei sempre nei nostri pensieri.

Illary


Stamani ho scoperto per caso questo sito e con sommo piacere ho potuto constatare che nelle menti di molte persone vive ancora il ricordo di quel tremendo naufragio.Il mio ricordo e le mie preghiere vanno a tutti i marinai scomparsi in mare , ma consentitemi una piccola differenza per Costantino Castellano, che per noi che lo conoscevamo era un ragazzo
al di sopra di tutti.


Gabriele da Piano di Sorrento


NON odio ma amore teniamo vivo il ricordo di quei 29 ragazzi

Ciro Vanacore 5B Macchinista


Sono trascorsi quasi 25 anni anni dal tragico naufragio della Marina D'Aequa (Tito campanella) nel golfo di Biscaglia, i miei ricordi, i miei pensieri le mie preghiere ancora oggi vanno a quei poveri marinai dispersi e mai ritrovati.

Paolo.

Reggio Calabria.
 


Quel giorno anche io poco piu' che sedicenne imbarcato su una moto nave della SOCOMAR di S.AGNELLO  . Ricordo ancora la furia del mare in tempesta la paura  per quella vecchia nave che spesso tentava di fermarsi ... e poi la tristezza mista a rabbia di gran parte dell' equipaggio che era prevalentemente della penisola sorrentina alla notizia dataci dal marconista inerente all' affondamento della MARINA D'EQUA.. Se ricordo bene si diceva che la nostra posizione fosse il 38esimo parallelo mentre il MARINA D'EQUA era posizionato al 48esimo parallelo. Fu' un episodio che è rimasto scolpito nella mia mente prechè vi assicuro che il mare quel giorno ci bistratto come volle con onde altissime. Prego per tutto l' equipaggio del MARINA D'EQUA affinche possano avere dinnanzi a DIO il riposo eterno.

Gianni Giampietro


Quanta tristezza nel ricordare quei marinai.

Il cuoco abitava vicino a me e la tragedia è stata indescrivibile per i familiari ,anche se vissuta nella compostezza.

Grazie Michelangelo,questo sito ci voleva e solo una persona sensibile poteva allestirlo. Non ti conosco di persona ,ti ho scorto qualche volta passando al Casale ,sei una persona dall'animo nobile.

Mimmo


Marina d'Aequa per non dimenticare
Il 29 dicembre 2005 alle ore 19:00 nel SANTUARIO DI SAN GIUSEPPE in SANT'AGNELLO come tutti gli anni dal 1996, anno della realizzazione del monumento ai dispersi del MARINA D'AEQUA,ad oggi, si terrà una SOLENNE EUCARESTIA presieduta dal parroco santanellese Don Natale Pane.
Alla cerimonia prenderanno parte le famiglie degli scomparsi, le massime autorità dei comuni interessati dalla immane tragedia e una rappresentanza della Capitaneria di porto di C/MARE DI STABIA E DELLA CASINA DEI CAPITANI DI META. Alla fine della cerimonia sarà DEPOSTA UNA CORONA DI ALLORO sul MONUMENTO attiguo al SANTUARIO che ne perpetua nel tempo tale tragico evento.


Ciao a voi Mio fratello Diego ha trovato per caso questo sito! e devo dire sono proprio rimasto sorpreso. Tschüss Zämme
Coppola Paolo&Diego
ITALIA -


"...non fermarti davanti alla mia tomba a piangere io non sono lì, io non sono morto..." Così recitavano i versi di un brano di autore canadese anonimo, tratto dal toccante concerto di una corale americana, che ricordava i Metesi dispersi in mare e tenutosi nella nostra Basilica lo scorso gennaio.Ne ho curato io l'organizzazione con la speranza di farne un appuntamento annuale, per non dimenticare.Infatti il prossimo giugno si dovrebbe replicare. Ho anche suggerito al Comune, in qualità di consigliere con delega al turismo, una lapide o in alternativa di intitolare la cosidetta piazza Ascensore, "Largo Metesi dispersi in mare". Nino Miniero
Nino Miniero <nino@sorrentotourism.com>
ITALIA -


Ero poco più di una bambina ma ancora rivivo il dramma di quei giorni. Fino ad allora non avevo mai pensato alla morte nè forse avevo mai capito cosa fosse. La scomparsa in mare del mio amato cugino Salvatore Lauro ha profondamente segnato la vita della mia famiglia. Quanto ci sei mancato e ci manchi ancora ! Il tuo sorriso e la tua gioia di vivere rimarranno sempre impressi nei cuori di tutti noi.
Rossella <rossellamaresca@yahoo.it>
ITALIA -


Allora ero poco più che una ragazzina, ma capii profondamente quale fosse la tragedia più grande che una donna può vivere durante la sua vita : La perdita di un figlio. Per anni ed ancora oggi rivivo quei giorni, la sofferenza di mia zia e con lei di tutta la nostra famiglia. Anche oggi mi è capitato di immergermi profondamente in quei giorni ed ho scoperto questo sito.Grazie per averci pensato. Non dimenticherò mai il mio caro cugino Salvatore Lauro che chiamavamo "Sasciatore", mai dimencherò la sua fierezza e potenza fisica quando gareggiava sulla barca a remi sua omonima, mai dimenticherò la gioia di poter dire a tutti che era mio cugino soprattutto quando giocava a pallavolo, l'allegria e la complicità che aveva con suo fratello e le due sorelle. La sua mancanza ha segnato per sempre molte persone a nome di tutte loro vorrei dire ancora grazie per questa iniziativa.
Paola <paola@sireontours.com>
ITALIA -


angelo vinaccia " a catrommola"......... ricordo come eri patito per le vespe....i motori truccati....... finalmente qualcuno si è ricordato di te e di tutto gli altri. un amico
* *
ITALIA -


Mi accingo da poco ad usare un pc.Oggi ho ricevuto un e-mail ed alla fine ho avuto la possibilità di conoscere un sito dove poter scrivere qualcosa di cosi' importante.Quel giorno (ero poco più di un ragazzino) lo ricordo con estrema malinconia e conservo nella memoria, indelebile, l'affetto provato per i tanti amici persi (anch'essi erano poco piu' di ragazzini).Li penso con affetto, senza dimenticare il TITO CAMPANELLA
Michele <diruocco@viirgilio.it>
ITALIA -


Per non dimenticare quegli uomini promuoviamo almeno una lapide al cimitero.
* *
ITALIA -


Mi manki,mi manki da morire!Non c'è giorno ke tu nn sei nei miei pensieri!Vivo di rikordi,quei poki ke posso avere...rivedo i tuoi okki dentro ai miei,sorrido nello stesso modo in cui lo facevi tu,cammino come camminavi tu.stesso carattere,stessi modi di fare!!!Guardo e riguardo le nostre foto ,quelle ke ci ritraggono insieme.felici ed ignari ke ci saremmo dovuti separare così presto....Sono passati 21 anni,la tua pikkolina è diventata una donna ormai,una donna ke vorrebbe averti vicino ogni giorno,ke vorrebbe guardare i tuoi okki,ke vorrebbe vederti entrare da quella porta,ke vorrebbe più di ogni altra cosa un tuo abbraccio,un tuo sorriso,un tuo rimprovero....Io,una donna ke vorrebbe solo te,il suo papà!So ke sei kon me in ogni istante,so ke mi dai la forza di rialzarmi ogni volta ke sto x cadere,so ke da lassù mi proteggi come il migliore degli angeli e mi abbracci ogni volta ke ne ho bisogno....Lo so ke ci sei papà e so ke ci sari sempre..ma ci sono giorni in cui il vuoto mi assale!Sento la tua mancanza troppo forte.....MI MANKI DA MORIRE PAPà...!!!!!! La tua pikkolina......
**** <pikkolina@libero.it>
ITALIA -


In questi giorni ho conosciuto una persona molto vicina ad un marinaio dell'equipaggio scomparso in quel giorno fatale, ciò mi ha reso felice sia perchè ho avuto la possibilità di scoprire questo tragico evento e sia perchè, posso assicurarvi, ho scrutato che la loro presenza è viva e splende negli occhi delle persone che li amano. Saranno sempre presenti nelle mie preghiere.
Vittorio <tufavit@libero.it>
ITALIA -


Ironia della sorte proprio stamani via-satellite vedevo sul canale discovery "il recupero del tesoro del Titanic " . E proprio oggi in occasione di questo triste anniversario (21) credo che sia opportuno impegnarsi al recupero ´se non dello scafo , almeno di alcuni elementi, dettagli o quant'altro per saperne qualcosa in piu´ . Ho l'impressione ,come sempre in queste circostanze, che le autorita´tendano a rimuovere questo triste ricordo piuttosto che ad impegnarsi che tragedie simili non avvengano piu´. Ancora una volta grazie a Michelangelo Gargiulo per questa iniziativa affinche´non si dimentichi . Gege´Lorenzano
Gegè Lorenano <gege.lorenano@Inwind.it>
ITALIA -


giorni terribili...notti in bianco, quanti amici persi, quanti ricordi. Grazie x aver ricordato tutti quei giovani, io quando solco i mari sebbene sia la mia vita ho sempre paura....grazie ancora. Ciao Costantino...tu che sei in paradiso proteggi tutti noi
Franco Gargiulo <annacicca@libero.it>
ITALIA -


Mi ricordo...onore a quei nostri compatrioti. Saranno sempre nel nostro cuore come i tanti che il mare custodisce. GIAN RUGGERO MANZONI già Serg. nel Btg. San Marco
Gian Ruggiero Manzoni
ITALIA -


Marinaio delle C.P. Guardia Costiera
N.R. <nikoup@hotmail.com>
ITALIA -


Li conoscevo quasi tutti, ma,uno in particolare quel maledetto giorno ha cambiato per sempre la mia vita. Ci sono lacrime che non arrivano mai agli occhi e non passa giorno che, navigando su quello stesso mare, mi chieda dove sarà? Sicuramente per sempre nel mio cuore : è mio fratello.
Nino Maresca <marescapasquale@inwind.it>
ITALIA -


GRAZIE ANCHE A NOME DI MIO PADRE CHE HA POTUTO RIVEDERE IL FIGLIO DOPO TANTI ANNI DI SOFFERENZE, PENSAVA CHE NESSUNO LO RICORDAVA PIU' .GRAZIE A VOI SO' CHE SU' QUESTO SI SBAGLIAVA . QUESTO GESTO LENISCE CIO' CHE NON SI PUO' DIMENTICARE
Vinaccia Giovanni <giovannii.vinaccia@libero.it>
ITALIA -


Li conoscevo tutti, i “metesi”, di due ho un ricordo particolare: Maurizio (Esposito) e Tonino (Aversa). Eravamo alle elementari insieme ed anche alle medie: ironia della sorte erano seduti allo stesso banco. Facevano entrambi disperare la prof. di italiano, per motivi diversi: Maurizio perché era un casinista, con l’allegria contagiosa, e Tonino perché aveva litigato con la grammatica, con la sintassi e con la letteratura. Maurizio non studiava mai: era troppo impegnato a scorazzare in bici fingendo che fosse una moto; Tonino cominciò un tema con queste parole: ”un giorno, di notte…”.La prof. ci rinunciò.
Franco Balsamo <frabals@tiscalinet.it>
ITALIA -


Tutti quelli che hanno letto Moby Dick credo ricordino con commozione quando il protagonista visita la cappella dedicata ai morti in mare nel porto di Nantucket, poche ore prima di salpare con il Pequod. Si scopre a leggere tutte le lapidi in marmo csu cui sonon incisi i nomi degli equipaggi mai più ritornati... e, incredibilmente, ne trae tale forza da arrivare a dire più o meno: " e allora sfondatemi tutto, anche il petto se volete... ché di sfondarmi l'anima neanche Dio è capace!" Non chiedetemi cosa voglia dire o perché mai mi sono tornate in mente quelle parole... l'unica cosa certa è che dobbiamo impegnarci tutti per tenere vivo almeno il ricordo. Grazie, Michelangelo.
Michele Pepe <info@missbellevue.com>
ITALIA -


Un pensiero e una preghiera per chi dal mare non è più tornato...Ma anche un piccolo pensiero di speranza: chi scompare nel mare arriva presto in Paradiso...Lì in fondo all'orizzonte il passo è breve. Dal mare al cielo il salto è facile... Chi va via è ancora con noi e ci veglia da una stella. Silvana
Silvana <silvanagneme@hotmail.com>
ITALIA -


Sono stato a mare per 17 anni, e quel fine dicembre 1981 l´ho trascorso in famiglia, l´anno precedente ero imbarcato il 24/12 perche´mi ero imprgnato e quella era ( e per certi versi lo e´ancora) la mia professione, quel 24/12 la nave su cui dovevoi imbarcare ritardo´, era andata a soccorrere un mercantile nel golfo di taranto, partimmo da augusta il 26/12/80. L´anno del 1981 si chiuse malissimo e la scomparsa di tanti valorosi che sicuramente restano sulla coscienza di una mezza dozzina di persone,mi colpi´ . Tra il 1982 e l´87 sono passato svariate decine di volte per la guascogna o biscaglia che dir si voglia, e sempre un mesto pensiero mi levava a quelli della marina di aequa( lo stesso mi passava quando vedevo il relitto di quel traghetto che fece una fine orrenda a zebrugee ed i cui restsi s vedevanod una banchina del porto) ! Alcuni anni dopo sono partito anch´io da anversa, un febbraio 1987 mio primo comando con una nave malandata , ma che la volonta´e la disperazione di uominio che devono guadagnarsi un pezzo di pane portano sul mare. Il libro, ´´navi e poltrone´´ di trizzino(libro processato e condannato insieme al suo autore, e poii riabilitato) ha come introduzione dedicatoria una poesia nordica tradotta tra i cui versi si legge ´´ SULLA TOMBA DEI MARINAI NON CRESCONO FIORI ´´ io sempre che posso buitto un fiore in mare, di nascosto,perche´qualcuno non pensi che sto inquinando il mare e se non posso lo faccio col pensiero: immagginiamo tutti, oggi, di lasciare dolcemente un fiore in acqua , alla memoria di quelli del marina di aequa, e di tutti gli altyri fratelli marinai che dormono il sonno dei giusti, che Dio li abbia in pace e gloria, tutti questi ´´ A.B.S. come giustamente gli inglesi, popolo marinaro per antonomasia classifica il marittimo : ABLE BODDY SEAMAN, corpo abile alla categoria di marinaio!!
Raffaele <antres1@bol.com.br>
ITALIA -


Oggi 29-12-2001 a venti anni da quella tragedia , da metesi , da cittadini di una località di mare e di gente di mare avremmo dovuto avere almeno l'attenzione di organizzare un minuto di silenzio , di raccoglimento e di paralisi totale di tutte le attività del nostro comune . Ed invece anche in questo , mi sembra che emrga solo ed unicamente la voglia di rimozione dal passato della tragedia in questione . Un grande grazie a Michelangelo .l'unico capace in qualche modo (seppure con un'iniziativa computeristica ) a ricordare con dignità questo triste evento . Eugenio (Gegè) LORENZANO
Gegè Lorenzano <gege.lorenzano@inwind.it>
Meta, ITALIA -


Ne conoscevo tanti..uno era un mio amico d'infanzia,si chiamava Michele Pepe ed aveva il sorriso scanzonato e contagioso di chi sa affrontare la vita con leggerezza - "ci vediamo a primavera" - mi disse.....
Paolo <coppolapaolo@hotmail.com>
ITALIA -


Quel giorno ero a bordo di una nave al mio primo imbarco; oggi dopo 20 anni lavoro fortunatamente vicino casa ed affetti ed ancor di più mi sento partecipe di quanto avvenne. Non potremo mai dimenticare, ringraziando coloro che anche attraverso queste opportunità fanno sì che la memoria ed i valori della nostra terra rimangano sempre immutati nel tempo. Grazie !!!
Luigi Lucenteforte (anche a nome dei Piloti del Porto di Napoli) <lul@libero.it>
ITALIA -


Affinchè il loro sacrificio non risulti inutile insistiamo che la tecnologia può fare ancora molto.E' certo che,per motivi miseramente finanziari e anche di mentalità,non si è fatto abbastanza per la sicurezza in mare.Ad esempio non esiste una capitaneria di porto dotata di radar e di un servizio di prevenzione adeguato.Si fà solo burocrazia e repressione.Quei giovani,dal fondo del mare,chiedono altro.Per chi è ancora sulla terra.
Leandro <leandro@cgeonline.it>
ITALIA -


Grazie Michelangelo, nonostante tu non sei navigante, sei riuscito a fare quello che avremmo dovuto fare noi che in mare ci abbiamo speso una vita. Tutto questo non ci fa onore, però accresce ancora di più il merito di Michelangelo che tra una battuta e l'altra per tenere alto il morale del gruppo ha trovato il tempo di creare qualcosa che ci ricorda quella e tante altre tragedie che abbiamo vissute. Grazie di cuore a nome di tutti i naviganti che non hanno letto ancora quello che hai costruito, con la speranza che non ti fermi qui ciao
Tonino Soldatini <antoniino.soldatini@inwind.it>
Meta, NA ITALIA -


Un modo per ricordare, semplicemente. Un posto dove lasciare qualche pensiero e riflettere. Perchè questi marinai non hanno nemmeno avuto una sepoltura e un posto dove poter raccogliere un ricordo. Per questo sarebbe bello riempire questo Libro bianco.
Michelangelo <mikimeta@yahoo.com>
Meta, ITALIA -


Grazie a Michelangelo Gargiulo ed al Comandante Soldatini per avere quantomeno ricordato questi 29 ragazzi . E' lapallissiano che una simile tragedia rievochi tristezza ed impotenza ,ma almeno ci aiuta a non dimenticare o rimuovere
Gegè Lorenzano
ITALIA -


Poveri ragazzi..Grazie per questo sito commemorativo. Serena.
Serena <senzamezzitermini@hotmail.com>
Faenza, ITALIA -


Inutili commenti, quanta tristezza.
Mario Parlato
ITALIA -