Grazie per avere visitato le nostre pagine. Manda un commento, verrà immediatamente pubblicato. Per non dimenticare...
Thank you for visiting our pages. Please Send a comment, it will be published. To not forget...Le tragiche foto del naufragio ( la pagina apre in una nuova finestra )
Giornale di Chiesuola Un altro documento eccezionale. Il "diario di bordo" del cacciatorpediniere spagnolo "Langàra" della Marina Militare Spagnola accorsa sul luogo del naufragio. Si ringrazia Josè Ignacio Andrès, all'epoca marinaio di stanza della suddetta unità. Grazie alla sua tenacia è stato possibile la pubblicazione di questo importante documento che testimonia il ritrovamento di una lancia di salvataggio appartenuta al Marina D'Aequa. ( la pagina apre in una nuova finestra )
In data 29 Dicembre 2006 si è commemorato a
Meta il 25° anniversario della scomparsa dei trenta uomini di mare
dell'equipaggio della Nave "Marina d'Aequa", affondata nel golfo di
Guascogna il 29-12-1981.
Alle ore 09.50 è stata celebrata una messa in suffragio
dall'arcivescovo Mons. Felice Cece presso la Basilica di S. M. del
Lauro.
Al termine della Santa messa alla presenza della autorità civili,
militari e religiose ci si è recati in corteo sino al largo "Stella Maris" per l'inaugurazione del monumento a tutti i caduti del mare
scolpito dal M° Umberto De Martino.
Sono intervenuti alla cerimonia diversi sindaci della penisola sorrentina, le autorità portuali di Napoli, e dalla Spagna la
testimonianza di un ex marinaio della marina militare spagnola Josè
Ignacio Andrès all'epoca impegnato nelle purtroppo vane operazioni di
soccorso.
Ore 17.55, ora precisa in cui la nave è definitivamente inabissata
in mare, due minuti di raccoglimento su tutta l'area comunale con
rintocchi funerei delle campane di tutte le chiese e serrata
estemporanea di tutti gli esercizi commerciali.
LE FOTO DELLA GIORNATA ( la pagina apre in una nuova finestra )
I VOSTRI COMMENTI ...

Lunedì 28 dicembre 2009
Domani corre il 28 anno del
naufragio della marina d aequa su
quella nave non conoscevo nessuno ma
sono rimasto impressionato dal
evento e della sofferenza che hanno
patito quei poveri marinai non
dimentichiamoli
Antonio D'Angelo - Torre del Greco
Mi è rimasto in mente quel
tragico 29 dicembre 1981. Ero al
4°ginnasio del Liceo Classico "P.V.
Marone"e fu proclamato il lutto
cittadino. Una preghiera per i
poveri marittimi scomparsi.
Ferdinando De Rosa
Che la pace di Dio possa
colmare il vuoto lasciato dai
colleghi del Marina e di tutti gli
uomini di mare che hanno perso la
vita nell'esercizio della
professione lontano dagli affetti
dei cari e dalla loro terra.
Vincenzo Lampo
Ignoravo che esisteva un sito per
quella sciagura, mi avete fatto
tornare ventisette anni indietro,
complimenti a tutti...
Su questa nave ci sono stato dal
20/08/1980 al 23/12/198, era il
sesto imbarco, non vi nascondo che
all'epoca era la nave più
all'avanguardia e più nuova che io
abbia navigato. ricordo tutti gli
amici e coetanei di Meta soprattutto
Ciro D'Angelo e i fratelli Tortora
di Torre che siamo stati imbarcati
insieme sul Marina d'Equa, un
pensiero speciale a Michele Pepe il
più piccolo abitavamo vicino a via
Cassari, rimarranno tutti nei miei
pensieri a quella sciagura
inspiegabile,e l'ultimo mio imbarco
risale al 1981 sul Marina di Alimuri
(gemella della Marina d'Equa)
sbarcando il 30/11/1981, da quella
tragedia non ho più navigato.. resto
sempre nei ricordi di quell'equipaggio
di giovani come me in cerca di una
svolta alla loro vita.
Luciano Cuccaro - Meta
Ricordo come ieri quei giorni di tristezza e dolore . Ero imbarcato sul Luigi d'Amico ed eravamo in rada a Puerto Cabello ( Venezuela ) . Ricevetti la notizia escoltando le trasmissioni per l'estero della Rai erano le due del mattino sentendo il nome della nave mi chiesi subito quante persone di equipaggio conoscessi e pregai per la loro salvezza . Nei giorni quando si seppero i nomi dei dispersi quanti amici e persone che conoscevo . Nella chiesa del mio paese c'è un banco dedicato ai caduti della Marina d'Equa , quest'anno ho partecipato alla commemorazione alla chiesa di San Giuseppe una cerimonia molto toccante . Il ricordo di tutti quegli amici mi resta sempre nella memoria .
Peppe Russo
Avevo i miei spensierati
quindici anni quando avvenne quella
tragedia devastante... Ho un ricordo nitido di
quel giorno, ma allora non
capivo...
Oggi, a distanza di ventisei anni, come figlia
di un navigante, come moglie e come mamma, odio
quei flutti del golfo di Guascogna che vi
hanno strappato dalle vostre famiglie e dal mio
paese, ma non dalla mia mente e dal mio cuore!
Con affetto
Alessandra da Meta
A las
madres del Marina D´Aequa:
Amanece. Un año más, es 29 de Diciembre. Pienso
en los familiares y en los amigos de los
náufragos. Pero sobre todo, pienso en sus madres.
Ya han pasado veintiseis años...
Sentado sobre una solitaria roca, contemplo
pensativo el bravo mar que baña las costas de
Asturias. Un singular rincón del mar Cantábrico.
El mar que amo, porque es el mar de la tierra
donde nací. El mar que odio, porque es el mar en
el que naufragaron sus hijos hace hoy veintiséis
años, a unas escasas trescientas millas al
noroeste de este bonito rincón del Norte de
España, llamado Candás.
Pasa el tiempo y hoy hace frío. Abrumado por la
nostalgia de los recuerdos y por el constante
chapoteo de las olas, siento cómo mi
imaginación comienza a navegar hacia las
profundidades de los sueños…
Y en las profundidades de los sueños...
“Divisé agrupadas en la arena de la playa a una
treintena de gaviotas que parecían observar
expectantes y tristes, el horizonte. Me acerqué
suavemente a ellas para consolarlas y entonces
pude descubrir de cerca el rostro tierno y
añorante de las madres de los marineros,
esperando…
Frente a ellas, en paralelo con la costa se
deslizaba lentamente un gran buque mercante con
un mastil sin bandera y una vez más en mi
imaginación, navegando con mis sueños,
contemplé impresionado a una treintena de
marineros sin rostro saludando hacia la arena de
la playa mientras el gran buque, con el nombre
“Marina D´Aequa” se alejaba hasta desaparecer
rápidamente a lontananza…
Al despertar de mis sueños, en la arena de la
playa pude ver unas cuantas gaviotas que
parecían observar expectantes y tristes, el
horizonte. Pero una extremecedora amargura se
apoderó de mí, al comprobar que el resto ya no
estaban…”
Jose Ignacio
Candás, 29 de Diciembre de 2007
Principado de Asturias
ESPAÑA
[Presto la traduzione in italiano]
Ci risiamo. Ritorna la
triste ricorrenza del naufragio della motonave
"Marina D'Aequa", una tragedia paragonabile,
(ovviamente nelle proporzioni) all'11 Settembre.
Mai la Penisola Sorrentina ha subìto un lutto
così grave, dai tempi delle incursioni saracene,
delle ultime guerre mondiali, nemmeno quell'evento
così dirompente e devastante come il terremoto
dell'80 ha lasciato un lutto così vasto e
profondo. L'anno scorso il 25° Anniversario,
un'esperienza umana che personalmente resterà
indimenticabile, indelebile. Ma credo sia
sentimento comune per tutti coloro che si sono
lasciati coinvolgere in quella giornata,
riuscendo così a svincolarsi dalla stretta
conformistica del Natale, Festività certamente e
legittimamente da festeggiare nel migliore dei
modi.
L'avvento di Internet questa volta ha avuto un
ruolo determinante per "risvegliare" la memoria
collettiva, se non altro per un muro, strano e
se vogliamo inspiegabile, che si era formato
nelle coscienze dei Peninsulari, fatte le dovute
eccezioni per i familiari e gli "addetti ai
lavori", ovviamente.. Un muro di apparente ( e
sottolineo apparente) indifferenza, una coltre
di nebbia d'oblio formatasi per non vedere, una
sorta di rimozione. Si perchè quando il dolore,
anche nella memoria collettiva, è così
lacerante, così grave, si attiva una sorta di
corto-circuito per un meccanismo "salvavita" di
autodifesa, perchè "si deve andare avanti",
perchè è sull'acqua salata che si può guadagnare
qualcosa di soldi, una volta ci si poteva anche
comprare una casa, ora nemmeno quella, ma forse
ancora garantisce una vita (a terra) quantomeno
dignitosa. Ora quel muro si è dissolto, era
giusto è doveroso non lasciare quei ragazzi
dietro quella nebbia, le testimonianze che tutt'ora
arrivano nel "Libro Bianco" ci dimostrano che è
servito anche per coloro che il lutto l'hanno
vissuto sulla loro pelle. Mi riferisco ai
familiari che si trascinano questo dolore da
oramai 26 anni e che questo piccolo raggio di
sole fatto di solidarietà e particepazione forse
lenisce un po' quel senso di solitudine che
questa nebbia, sia pure giustificante, aveva
avvolto. Non ci si puo' fermare qui, a mio
parere. Bisogna continuare a tenere le coscienze
sveglie, non bastano i monumenti, le pagine
commemorative, le annuali funzioni religiose
che pure sono ammirevoli nel loro proposito:
Bisogna lavorare affinchè questa iniziativa
assuma carattere istituzionale. Se cercate il
sito dell Marina Italiana viene fuori
immediatamente quella militare, poi quella
mercantile, poi un sito della "Regia Marina"
che pur accennando i caduti e ad un elenco che
costituisce un medagliere per il "valore
militare", non va oltre.
Dobbiamo prima proporre, poi insistere affinchè
venga istituita, nel sito ufficiale della Marina
Italiana, una sezione dedicata alle persone che
hanno perso la vita in mare; non soltanto quelli
della "Marina D'Aequa" o del "Campanella", ma di
tutta l'Italia, di tutti gli italiani. Istituire
un database che divenga un prezioso archivio
sulle "morti bianche" del Mare.
Questa è un'altra sfida che possiamo e dobbiamo
vincere, affinchè la nebbia non si riformi
bisogna che entri la luce calda del sole, e che
tutti possano vedere e ricordare questi Uomini
che "dopo tanto sbandare è appena giusto che
la fortuna li aiuti."
Michelangelo
Oggi sono passati 26 anni,ed io marittimo uomo di mare di una città di mare scrivo per non dimenticarvi. " Sarete sempre presenti nei cuori di chi vi ha amato e per quelli che come me non hanno avuto la gioia di conoscervi sò di certo che veglierete su di noi, che continuiamo sul mare a lavorare.
Scala Camillo Torre del Greco
Marina d'Aequa per non dimenticare
Il 29 dicembre 2007 alle ore 19:00 nel SANTUARIO
DI SAN GIUSEPPE in SANT'AGNELLO come tutti gli
anni dal 1996, anno della realizzazione del
monumento ai dispersi del MARINA D'AEQUA,ad
oggi, si terrà una SOLENNE EUCARESTIA presieduta
dal parroco santanellese Don Natale Pane.
Alla cerimonia prenderanno parte le famiglie
degli scomparsi, le massime autorità dei comuni
interessati dalla immane tragedia e una
rappresentanza della Capitaneria di porto di
C/MARE DI STABIA E DELLA CASINA DEI CAPITANI DI
META. Alla fine della cerimonia sarà DEPOSTA UNA
CORONA DI ALLORO sul MONUMENTO attiguo al
SANTUARIO che ne perpetua nel tempo tale tragico
evento.
Antonino Imperato
Era il 29 dicembre 1981,eravamo in
navigazione nel mediterraneo a bordo della nave
traghetto Seamond II in direzione Beirut,il mare
era forza 6,io ero al mio primo imbarco in
qualità di Giovanotto di macchina,alle 19 ora di
cena,apprendemmo dal nostro Comandante che
attraverso la radio di bordo vi era stata la
terribile tragedia del Marina D'Equa,nessuno
ceno',calo' il silenzio,sulla nostra nave,c'era
imbarcato qualche parente di qualche
scomparso,ma non ricordo chi fosse...il 31
dicembre alle 16 attraccammo a Beirut,c'era la
guerra in quel tempo,dal porto si vedevano le
colline che erano bersaglio di proiettili
traccianti,allora avevo solo 18 anni,credevo che
fossero fuochi d'artificio,il cuoco mi disse di
non rimanere in coperta che era
pericolosa,quella sera a bordo non ci fu' nessun
festeggiamento,ma solo un mesto ricordo di quei
colleghi sfortunati,che non avevano potuto
festeggiare il nuovo anno. Un caloroso ricordo e
un eterno riposo a quelle anime
coraggiose...........
E un Ringraziamento a colui che ha voluto
ricordare quegli eroi in questo sito
Grazie......................Gennaro
Federico.......Milano
Quando avevo 15 anni nel 1978 avevo una barchetta a vela Optimist che mio zio Roberto mi lasciava sulla spiaggia di Piano presso il signor Michele che credo fosse il papà di Salvatore Lauro. Ero mingherlino e spesso avevo difficoltà a trascinarla negli spazi stretti tra le barche. Ho un ricordo molto netto di Salvatore che, un po' impietosito e un po' divertito dalle mie difficoltà, l'alzava di colpo sulla testa tenendola in equilibrio con due braccia e me la portava fino all'acqua.
A lui dedico un ricordo commosso.
Gabriele Poole
Dal profondo degli abissi il passo per te è stato
così veloce sperando che in quell'attimo Dio ti ha
accolto nelle sue mani con infinita misericoedia.
Ti vogliamo bene Rino...
Le tue cugine Annamaria & Giovanna
Per te il ricordo è sempre vivo, più gli anni passano e più ci si accorge del vuoto che tu hai lasciato nei nostri cuori... noi non ti dimenticheremo mai.
Ti vogliamo bene
Zia Vittoria e Famiglia
Ho conosciuto una donna meravigliosa, che a bordo
della Marina d'Aequa ha perso il suo più grande
AMORE.......
Ogni giorno grazie a lei e al figlio Salvatore, ho
conferma che niente è più importante di un amore vissuto
con tanta passione e dedizione...
Con il passare del tempo l'amore per Raffaele è rimasto
integro nel cuore di chi lo ha AMATO e questo permette
anche a chi l'ha consciuto solo in fotografia, di sentirlo
ancora vivo tra noi! Il mio pesiero va a Teresa che con
la sua
dolcezza è riuscita ad incastrarsi nel mio cuore come
una mamma!
Con infinito affetto
Simona
Ciao! Vi contatto per congratularmi con voi per il magnifico sito dedicato al naufragio della motonave MARINA D'AEQUA e per comunicarvi che visitando il vostro sito e leggendo i vari commenti di tante persone, ho voluto in un certo senso fare qualcosa anch'io. Infatti ho realizzato un piccolo filmato inerente le foto che voi avete pubblicato. Adesso vi chiedo di vedere il filmato che ho realizzato e che ho messo sul sito YOUTUBE, affinché tutti lo possano vedere.
http://www.youtube.com/watch?v=5NcIPFspqSs
(il
video si apre in un'altra finestra)
inkalussy@libero.it Procida
....LO ABBIAMO SOGNATO RAFFAELE...
C'E' APPARSO SOPRA I RAMI E PASSAVA
COME LA LUNA TRA UNA NUVOLA E L'ALTRA:
ANDAVA ED IO E SALVATORE LO GUARDAVAMO...ED EGLI CI
GUARDAVA...
IL MARE...IL NOSTRO AMORE.
TERESA
Noi guide turistiche della Regione Campania non potremmo mai dimenticare il sacrificio dei trenta marinai della motonave "marina d'Aequa". A Loro va il nostro sincero pensiero . Un forte abbraccio pieno della più sentita solidarietà e partecipazione a tutti i famigliari delle vittime ed ancor più alle madri di quei trenta marinai eternamente rimasti ragazzi nel nostro ricordo.
Guide centre Sorrento
[...]
Ricordo quel nefasto giorno, come tanti altre giornate di
sciagure e di sacrifici per il mare che spesso chiede a noi
gente di mare.
Ho partecipato istituzionalmente il 29 dicembre, in
rappresentanza del Comune di Procida, alla manifestazione,
ma anche come ex marittimo nonche amico dei miei
concittadini.
Come ho detto nel mio breve intervento esprimo il massimo
cordoglio a tutte le famiglie di questi cari angeli del
mare.
Salvatore Costagliola - Assessore alla Risorsa Mare del Comune di Procida
Per non dimenticare.... come se fosse possibile dimenticare Angelo, mio cugino, che con la sua aria scanzonata e ammiccante riusciva a farsi perdonare tutto, anche quando la combinava grossa. E di grosse ne combinava... il "giro della morte" per esempio: un tratto di strada strettissima, percorso a 80 all'ora in un vecchio camioncino Fiat 850! E i motorini che smontava nel retrobottega del negozio dei suoi e che truccava senza ritegno! E le volte che svegliava il padre dalla sua pennichella pomeridiana stringendogli entrambi i piedi con la sola forza delle mani! Le barzellette che solo lui sapeva raccontare, le battute di pesca subacquea, sport che era diventato la sua più grande passione. Metteva un entusiasmo speciale in tutto ciò che faceva perchè aveva una incontenibile voglia di vivere... non credo proprio di poterlo mai dimenticare perchè era anche un amico. Riusciva a tirati su di morale anche quando tutto ti sembrava nero... nero come quel pozzo profondo in cui ora è finito e da cui non è più riuscito a risalire, lui che era un esperto pescatore subacqueo. Questa volta è rimasto laggiù, insieme ai suoi compagni.... no! Che sto dicendo! Non voglio pensarlo così! Voglio immaginarlo lassù in cielo, insieme al padre, scomparso circa 6 anni fa, che ancora litigano e si tirano moccoli in maniera scherzosa... è così che voglio ricordarlo e sono sicura che anche lui lo vorrebbe!
Anna Maria
Penso che tutta quell'acqua in movimento, con la sua bellezza,
profondità e mistero, possa farci sentire vivi e possa spalancarsi
quando vuole per riprendersi la vita.
Un fiore e un pensiero ai ragazzi del Marina D'Aequa da chi vive
lontano dal mare e comunque lo ama.
Rita
Il ricordo dell'evento è sempre vivo nella memoria e soprattutto il ricordo dei miei coetanei Luigi e Maurizio che sulla sua graziella bianca impennava all'incrocio. Ciao
Giovanni Parlato Meta
Il 29 dicembre 1981, nelle acque gelide del Golfo della
Guascogna, affondava il mercantile MARINA D'AEQUA insieme ad essa
l'intero equipaggio e tante persone di cui il mare non ha voluto
restituire nemmeno i corpi.
Procida si ferma piangendo i suoi figli, Pierino, Peppino e
Graziuccio.
Giorno memorabile che non si può cancellare ed il sottoscritto
Giuseppe Righi l'anno scorso nel mese di luglio in ricordo di questi
allestì una mostra " Navi e Marinai di Procida dal 1860 al naufragio
del MARINA D'AEQUA, ove raccontavo il sinistro minuto per minuto
l'inchiesta fatta dal comitato Seagull del 1984.
Oltre ai tre procidani c'era anche il comandante Michele Massa, che
ho avuto l'onore di conoscere navigando insieme sulla M/N EDERA
della flotta Lauro.
Alla famiglia e a tutte le famiglie dei dispersi va il mio caloroso
conforto.
Il Signore ha preparato per loro il giusto compenso nella gloria dei
cieli, anche se il mare è stato la loro tomba.
Giuseppe Righi , marittimo pensionato Procida
Io mi chiedo solamente chi sa come sara' stata la vita di
ognuno di quelle 30 persone se non fosse accaduto quel tragico
evento. A volte la vita e' ingiusta. Quel tragico giorno ha portato
via a chi un padre, a chi un amico, a chi un fratello, a chi un
figlio, o a chi un semplice conoscente. Io ricordo solo che i
sacrifici che un marittimo fa non dovrebbero mai essere ricompensati
in questo modo. Io parlo da giovane marittimo, e mi fa rabbia che
molti di noi come all'epoca, siano costretti a fare questo mestiere
solo perche' la vita dalle nostre parti non e' facile. Domani se
veramente le istituzioni saranno presenti, chiedo di stare vicino
alle famiglie dei marittimi della marina d'aequa,ma chiedo di
essergli vicine seriamente, e non solo per domani, ma per tutte le
difficolta' che si incontrano negli anni a crescere un figlio senza
padre e alle difficolta' che ha un padre ad andare avanti sapendo di
avere perso un figlio, magari proprio per aiutare la famiglia in
difficolta'.
Grazie di avermi dato l'opportunita' di esporre le mie idee
Teniamo vivo il ricordo di quei 30 ragazzi.
Non dimenticherò mai i miei amici Peppino Visaggio e Pierino Cibelli.
Arturo Calise
25 anni fa ero troppo piccolo per sapere quello che stava
succedendo. Ma crescendo ho capito che Zio Rino mi mancava tanto,
troppo.
Ogni volta che guardo il mare, penso a quanto dolore la mia famiglia
e quelle degli altri ragazzi della Marina d' Aequa hanno provato e
provano ancora. Poi alzo gli occhi al cielo e sorrido perchè sono
sicuro che da lassù Loro ci pensano e ci amano, sempre.
Ti porto sempre nel mio cuore.
Ti voglio bene Zio.
Stany Pisani
Anche Massa Lubrense quel giorno maledetto ha pianto un figlio della sua terra Tonino Gelso da Nerano, un uomo buono, gran lavoratore un amico di tutti... ciao Tonino rimani sempre nei ns.cuori
Mario Gargiulo
Avevo 8 anni quel maledetto 29 dicembre 1981, troppo pochi per conoscerti, troppo pochi per poter avere almeno dei ricordi.... E oggi, dopo 25 anni, la rabbia per quella morte assurda, la rabbia per quel destino che ti ha strappato da noi, ma sopratutto quel senso di impotenza nel guardare il dolore negli occhi di mio padre, ancora vivo e cocente come allora, quando racconta qualche aneddoto che ti riguarda o solo quando nomina, quel suo nipote con il mare nel cuore, uguale a lui che e' stato marittimo per 40 anni. Rino non ti dimenticare di noi, noi non ti dimenticheremo mai.
MARIANNA.
A todos los familiares de los marineros fallecidos el 29 de
Diciembre de 1981 en el naufragio del buque mercante Marina D`Aequa:
Mi nombre es José Ignacio, soy natural de Asturias (al norte de
España). Actualmente resido en Valencia, al sureste de la Península
española.
Desde hace 25 años retengo en mi memoria todos aquellos
detalles que he podido vivir en el lugar de la tragedia. En la vida,
todas las personas vivimos sucesos que nunca podemos olvidar. En mi
caso, y en el de ustedes también, el naufragio del Marina D`Aequa
permanecerá en nuestra memoria para siempre, como si el tiempo
pasado siempre hubiera sido ayer.
Muchas veces, a lo largo de estos veinticinco años conversando
con mi mujer, mis amigos y conocidos les he hablado de aquel
fatídico 29 de Diciembre donde un grupo de anónimos marineros para
mí, naufragaron a unas 200 millas al Noreste de Estaca de Bares, en
el area del Golfo de Guascogna (Vizcaya). Hoy, paradojas de la vida,
navegando por Internet he podido conocer algunos datos que
desconocía y que realmente me impresionaron y me emocionaron. Me
impresionó profundamente ver las fotografías de algunos de los
fallecidos. Especialmente la de Michele Pepe con tan solo 17 años de
edad. Recortes de periódicos de aquellas fechas como el diario
"Paese Sera" o "il Mattino" donde se pueden ver escenas de algunos
familiares totalmente abatidos. También me emocioné al ver varias
fotografías del buque. El buque que lamentablemente nunca hemos
podido rescatar. Y también hoy, después de veinticinco años, he
podido conocer que familiares y fallecidos son naturales de la
preciosa comarca de Sorrento, al Suroeste de Italia.
"Por aquel entonces yo tenía 20 años y prestaba mis servicios (
servicio militar) en la 11ª escuadrilla de destructores de la Armada
española ubicada en El Ferrol (La Coruña). El 29 de Diciembre de
1981 (casualmente el mismo día de la tragedia) me incorporé como
radarista en el Destructor Lángara (D64) . Recuerdo perfectamente
que aquel día la lluvia era torrencial en el puerto del Ferrol.
Sobre las seis y media de la tarde, un grupo de marineros nos
encontrabamos en el comedor del barco. De pronto, con rostro
desencajado y muy nervioso, irrumpió en el comedor el oficial de
guardia y nos dijo estas palabras: Hemos recibido por la emisora un
S.O.S a doscientas millas al noreste de Estaca de Bares (en el area
del Golfo de Guascogna). Abandonen inmediatamente el comedor.
Tenemos que acudir al rescate. Por los altavoces del barco
anunciaron la noticia a toda los marineros de a bordo. Nos cogió de
sorpresa. Gran parte de la tripulación se encontraba de permiso por
las fechas en las que nos encontrabamos y tuvieron que acudir
marineros de algunas fragatas que se encontraban atracadas a nuestro
costado. Mientras calentabamos máquinas para salir al rescate,
recuerdo que llegaron varios camiones con víveres y mantas. No
sabíamos nada más. Tan pronto como nos fué posible, en la oscuridad
de la noche, salimos a la mar...
Jamás he navegado con un temporal como el de aquel 29 de
Diciembre de 1981. Había una mar arbolada. Tremenda. Durante todo el
trayecto nos prohibieron salir por cubierta porque las olas eran de
más de 10 metros. Recuerdo a algunos compañeros vomitando por los
pasillos y por los servicios del barco al borde de la deshidratación.
Yo mismo fuí uno de ellos. Con semejante temporal, la velocidad de
nuestro barco no podía ser la óptima, así que tardamos en recorrer
las 200 millas cerca de dos días y medio hasta arribar al lugar
donde se lanzó el S.O.S. Recuerdo que en ningún momento tuvimos
ningún tipo de información, excepto una latitud y una longitud. El
miedo y la incertidumbre sobre lo que nos podíamos encontrar en
aquel lugar era sobrecogedora.
Cuando llegamos al epicentro del S.O.S. indicado no divisamos
ningún barco, ni botes salvavidas. Ni supervivientes. Entonces
nuestros oficiales dieron orden de que navegaramos en círculo
concéntrico en un radio de 4 millas (para peinar la zona en espiral)
en busca de supervivientes. Navegamos muy despacio y siempre en
silencio. El aspecto de la mar era de color plomizo y estaba muy
batida. Daba la impresión de que en aquel lugar había ocurrido algo
extraño. Varias horas más tarde, divisamos semihundido un chinchorro
(pequeño bote) que estaba roto por proa y por popa. Un oficial y
varios marineros se acercaron en una lancha zodiac para supervisarlo.
Recuerdo que los oficiales no consideraron oportuno izarlo a nuestro
barco y se quedó en la mar para siempre. A las conclusiones que se
llegaron en aquel momento por parte de los oficiales es que, para
que un bote se rompiera de esa manera por proa y por popa, tuvo que
ser un agrietamiento de la estructura del barco o en el peor de los
casos, una ruptura en dos. Continuamos rastreando. Recuerdo las
caras de la tripulación y la de los oficiales y suboficiales. Se
respiraba mucha tensión y una sensación de impotencia debido a tanta
incertidumbre y al cansancio.
A medida que estrechabamos el cerco, la mar parecía cada vez más
revuelta y extraña. Varias horas después, en el horizonte divisamos
algo de color rojo que flotaba sobre el agua. Rápidamente nos
acercamos. Resultó ser una lancha zodiac (como la que utilizan los
efectivos de salvamento) de color rojo y amarillo. Muy larga y
especialmente bonita. A bordo no había nadie. En su estructura tenía
grabadas las letras "Marina di Aequa". Los oficiales decidieron
izarla a bordo y durante los dieciocho meses que presté servicio en
el Destructor Lángara siempre permaneció en el hangar de nuestro
buque. Muchas fueron las veces que me he sentado sobre ella
recordando lo incomprensible de aquella terrible experiencia.
Durante dos días más continuamos rastreando la zona. Pero
desgraciadamente, nunca encontramos supervivientes.
Agotados los plazos de rastreo, nuestro comandante dió orden de
volver a puerto y durante la singladura de vuelta recuerdo que nadie
hablaba nada con nadie. El abatimiento era absoluto.
Ya en puerto, celebramos la cena de Nochevieja un siete u ocho de
Enero, varios días después. En el comedor de nuestro barco todo era
abatimiento. Me viene a la mente la reacción de un compañero de
Barcelona, cuando nos disponíamos a comenzar la cena, que sufrió un
ataque de nervios y estrelló una botella de champang contra la
mampara del comedor delante del oficial de guardia. Gritó llorando,
"somos unos inútiles" presa de la impotencia por no haber podido
encontrar supervivientes. El oficial, en un gesto de comprensión, ni
tan siquiera le llamó la atención. Entre varios compañeros le
sacaron del comedor y el resto nos levantamos uno detrás de otro,
camino de nuestro dormitorio, sin recoger las bandejas y sin mediar
palabra entre nosotros.
Una semana después nuestro comandante nos reune a toda la
tripulación y nos da la versión de los hechos. La versión con la que
he vivido estos veinticinco años hasta el dia de hoy. Esto fué más o
menos lo que nos dijo:
"Perece ser que se trataba de un buque mercante italiano cuyo
nombre es el Marina di Aequa. Al S.O.S acudió un barco mercante
inglés que navegaba por la zona. Era de noche. El naufragio se
produjo por un corrimiento de carga de bobinas de acero que les
abrió una gran brecha en la estructura del barco, lo que originó
una gran vía de agua. Los integrantes de la tripulación del barco
inglés no pudieron hacer nada. Todo fué muy rápido. El Marina se
partió en dos y se fueron a fondo. Murieron treinta y tres personas."
Nota: El Destructor Lángara era un buque muy antiguo. Fué retirado
de la navegación en 1992. Desconozco el paradero de la lancha zodiac
del Marina d'Aequa. Tal vez pudiera recuperarse. Nunca se sabe. Si
así fuera, sería muy emotivo que pudiera volver a la comarca de
Sorrento. Habría que hablar con las autoridades de la Armada
española y seguro que hay personas que podrían informarles del
paradero de esa lancha que durante tanto tiempo estuvo en el hangar
del destructor Lángara. Alguien tiene que saberlo. Les deseo
muchísima suerte.
Desde aquí, me uno a todos los familiares de aquellos valientes
marineros en el dolor y en el recuerdo, en este 25 Aniversario y
siempre.
José Ignacio
A tutti i familiari dei marinai deceduti il 29 dicembre 1981 nel
naufragio della nave mercantile Marina D’Aequa.
Il mio nome è José Ignacio Andrès, nativo dell'Asturia (Nord Spagna)
Attualmente abito a Valencia, nel sud-est della penisola
spagnola. Da 25 anni conservo nella mia memoria tutti i
particolari vissuti nel luogo della tragedia. Nella vita ogni
persona vive momenti che non si dimenticano mai. Nel mio caso e
nel vostro anche, il naufragio del marina d’Aequa
rimarrà nella nostra memoria per sempre, come se fosse successo appena ieri.
Molte volte in questi 25 anni parlando con mia moglie, amici
e conoscenti, raccontavo di quel tragico 29 Dicembre dove un
gruppo di marinai,a me sconosciuti , naufragarono a circa 200
miglia a nord-est della Estaca di Bares nell’area del Golfo di
Guascogna (Vizcaya)
Oggi, paradossalmente, navigando per Internet ho potuto
conoscere alcune informazioni che mi hanno impressionato e anche
riempito di emozione.
Sono rimasto colpito nel vedere le fotografie di alcune delle
vittime. Specialmente quella di Michele Pepe di soli 17 anni. I
Giornali di quel periodo come “Paese Sera” o “Il Mattino”
mostrano scene di alcuni familiari completamente
distrutti dal dolore. Emozionato anche nel vedere fotografie
della nave
che non abbiamo potuto salvare, dopo tutti questi anni, scopro
che le vittime sono di origine della Penisola Sorrentina, nel Sud Est dell' Italia.
In quel periodo io avevo 20 anni e facevo il militare
nella 11ª squadra della marina militare spagnola ( La Coruña).
Il 20 dicembre 1981 ( proprio lo stesso giorno della tragedia)
mi sono imbarcato come
radarista sul cacciatorpediniere " Destructor Lángara" (D64). Ricordo
perfettamente che quel giorno la pioggia era molto forte nel
porto del ferrol.Verso le sei e mezzo del pomeriggio mi trovavo
con un gruppo di marinai nella sala da pranzo della nave.
Improvvisamente con il viso teso e nervoso, arrivò nella
stanza l’ufficiale di guardia dicendo testualmente : "abbiamo
ricevuto un S.O.S a 200 miglia a nord-est di Estaca di Bares
(nell’area del Golfo di Guascogna) uscite immediatamente dalla
sala da pranzo ! Dobbiamo soccorrerli! " . Dagli altoparlanti della
nave annunciarono la notizia a tutti i marinai.
Ci aveva colto di sorpresa,.la maggior parte dell'equipaggio si
trovava fuori per licenza, classico del periodo
natalizio, così che si sono aggiunti a bordo marinai di
navi militari limitrofe.
Nel frattempo noi eravamo impegnati nel riscaldare le macchine
per partire al soccorso, ricordo che sono arrivati diversi
camion con del cibo e coperte. Non sapevamo niente di più.
Appena fu possibile nel buio totale siamo partiti. Mai avevo
navigato con una tempesta come quella del 29 dicembre 1981. Il
mare era
"Arrabbiato nero", Terribile. Nella durata del percorso ci hanno
proibito di uscire fuori giacchè le onde erano alte più di 10
metri. Ricordo alcuni compagni che vomitavano per i corridoi e
per altre zone. In pessime condizioni. Io sono stato uno di
quelli. Con una tempesta cosi grande la velocità della nostra
nave non poteva essere superiore, così che per percorrere 200
miglia abbiamo impiegato 2 giorni e mezzo per arrivare nel luogo
dove era partito l' S.O:S. In nessun momento abbiamo avuto
informazioni tranne che sulla latitudine e sulla longitudine. La paura e
l’incertezza di quello che potevamo trovare in quel luogo era
molto forte.
Quando siamo arrivati al punto indicato non si vedeva nessuna
barca , ne scialuppe ne superstiti, allora i nostri superiori ci
hanno dato l’ordine di perlustrare in un raggio di 4 miglia (
per coprire la zona a spirale) in cerca di superstiti.
Navigavamo molto piano e in silenzio.L’aspetto del mare era di
color piombo rivolto. C’era la sensazione che in quel luogo era
successo qualcosa di strano. Molte ore dopo abbiamo avvistato un
“Chinchorro” (Piccola barca) semi affondata
danneggiata a prua e a poppa. Un ufficiale e vari marinai si son
avvicinati con una barca zodiac per controllare. Ricordo che gli
ufficiali considerarono opportuno non issarlo a bordo ed è
così rimasta nel mare per sempre.
Alle conclusioni che si erano arrivate in quel momento da parte
degli ufficiali era che se una barca si fosse distrutta in
quella maniera davanti e anche da dietro c’era stato una
spaccatura della nave o una rottura in due.
Si continuava a cercare, ricordo il viso dell'equipaggio, degli
ufficiali .C’era molta tensione nell’aria e una sensazione di
impotenza dovuto a tanta incertezza e alla stanchezza. In misura
che i giri intorno al epicentro aumentavano il mare era sempre
più agitato e strano.
Diverse ore dopo all'orizzonte siamo riusciti a vedere qualcosa
di colore rosso che galleggiava sull’acqua. Subito siamo andati
a vedere, infatti era una barca zodiac ( come quella che
utilizzano per i salvataggi) di colore rosso e giallo. Lunga e
particolarmente bella. Non c’era nessuno dentro.
Erano incise le lettere “ Marina d'Aequa". Gli ufficiali avevano
deciso di portarla su, e durante quei 18 mesi di servizio sul Destructor Lángara è rimasta
sempre lì nel Hangar (garage della nave ) del vascello.
Molte furono le volte che mi sono seduto sopra di essa
ricordando l’incomprensibilità di quella terribile esperienza.
Per altri due giorni abbiamo continuato a perlustrare la
zona, purtroppo non è stato trovato nessun superstite. Esauriti i tempi del
controllo della zona il nostro superiore ci ha ordinato di
tornare al porto, nel viaggio di ritorno c’era un silenzio
assoluto, nessuno diceva niente, solo abbattimento e
sconforto.
Una volta in porto fu organizzata una cena per la vigilia
dell'epifania svoltasi il 7,
8 gennaio, alcuni giorni dopo.
Nella sala da pranzo della nostra nave tutto era spento. Mi
venne in mente la reazione di un compagno di Barcellona, nel
momento che si iniziava a cenare scoppiò in un attacco di nervi
sbattendo una bottiglia di champagne contro il muro davanti
all'ufficiale di guardia, gridò singhiozzando “ siamo dei
buoni a nulla” per l'impotenza per non aver trovato superstiti.
L’Ufficiale in un gesto di comprensione non disse nulla. Alcuni
compagni lo portarono via e il resto di noi ci ritirammo uno
dietro l’altro alle nostre cabine, senza apparecchiare ne
parlare tra di noi.
Una settimana dopo il nostro comandante riunì tutto
l'equipaggio informandoci dei fatti.
La versione con la quale ho convissuto questi 25 anni fino ad
oggi.
Questo fu più o meno quel che ha detto:
“ a quanto pare si trattava di una nave
mercantile italiana dal nome Marina di Aequa all'S.O.S
rispose una nave mercantile inglese che navigava per la
zona. Era di notte. Il naufragio è stato prodotto per un
scorrimento del carico costituito da laminati di acciaio spaccando la struttura della
nave, dando via libera all’ingresso d’acqua. Il personale dell'
equipaggio della nave inglese non ha potuto fare niente. tutto
si è verificato velocemente. Il -Marina- si spaccò in due e affondò. Sono
morte 33 persone”
Nota:
il Destructor Lángara era una barca molto vecchia .Fu ritirata
della navigazione nel 1992. Sconosciuta è per me l'ubicazione
attuale della barca zodiac del Marina d'Aequa. Forse si potrebbe
recuperare, non si sa mai. Se cosi fosse, sarebbe molto
emozionante che potesse tornare a Sorrento. Bisognerebbe parlare
con le autorità della marina militare spagnola; sicuro ci sono
delle persone che saranno in grado di informare circa
l’ubicazione di questa scialuppa che per tanto tempo si è trovata nel Hangar del destructor
Lángara. Qualcuno deve saperlo. Lo spero...almeno.
In bocca al lupo.
Da qui, mi unisco a tutti i familiari di quei coraggiosi
marinai nel dolore e nel ricordo di questo
25° anniversario e per sempre
José Ignacio Andrès
Traduzione di Diego Castro
Ciao Salvatore, ogni volta che ritorno a Piano e scendo giù alla
marina di Cassano non posso fare a meno che volgere un pensiero a
te.
Sono certo che tu sei Paradiso.
Rosario
Nessun abisso ha potuto cancellarvi dalla profondità dei nostri cuori.
Famiglia Cibelli Pietro
Mi chiamo Antonino Imperato, sono un confratello della Venerabile
Confraternita del Sacro Cuore di Maria e di S. Giuseppe in Sant'Agnello
nonchè cognato di uno dei naufraghi della M/N Marina d'Equa e
precisamente di Lauro Salvatore.
E' da più di 10 anni, quando si pensava che tutto fosse messo nel
dimenticatio, che nei giardinetti antistanti il Sagrato del Santuario
di S. Giuseppe fu edificata su suggerimento del Rev.mo Don Angelo
Castellano e del gruppo Giovanile Giuseppino e su commissione
dell'allora Amministrazione della Confraternita, una lapide che
ricorda le vittime di si triste immane tragedia e dei naufragi delle
altre due M/N ove persero la vita altri nostri concittadini ( M/N Tito
Campanella - M/N Stabia).
Ogni anno il 29 dicembre alle ore 18,30 presso il nostro Santuario si
tiene una Celebrazione Eucaristica con susseguente deposizione di corona
di alloro presso il monumento sopra descritto a cui prendo parte le
autorità civili, militari e religiose nonchè le Associazioni Marittime
della Penisola.
Vi prego pertanto di voler pubblicare tale iniziativa del Santuario sul
vostro sito per così estendere l'invito a tutti i cittadini della
nostra penisola.
RingraziandoVi di cuore.
Antonino Imperato.
Sempre nel cuore il ricordo degli amici. C'era il mio compagno di banco (ed amico d'infanzia) alle medie il caro Luigi Maresca ed anche l'altro compagno di scuola Costantino Castellano. Saranno sempre vivi nella nostra memoria e nei nostri cuori.
Da Modena Giuseppe Gargiulo (III^ B)
Mi chiamo Peppe Turco, seguo e apprezzo da molto la vostra iniziativa commemorativa. Ero, anzi sono un grande amico di Angelo Vinaccia Raffaele detto à'catrommol', sorrentino, scomparso anche lui con la "Marina D'Aequa".
Conoscevo quasi tutti su quella sventurata nave, ho frequentato
l'istituto nautico di Piano ed ero in classe con Angelo. Ho visto che
avete recuperato alcune foto dei marinai metesi, vi prego di aggiungere
alle altre anche quella di Angelo che è allegata a questa email..Vi
ringrazio e mi complimento per questa bella iniziativa che "vive" anche
dopo 25 anni.
Peppe Turco
Nel mio cammino politico, oltre a lavorare per la gente nella vita quotidiana, ho voluto dedicare come già sette anni orsono, una giornata ai miei amici nel loro 25° Anniversario; pur avendo un cuore di pietra ma...la costanza di non fermarmi mai in loro onore!
E per questo ho stilato un programma per Venerdì 29 Dicembre 2006; anche se, fin'ora ho preferito non inviare messaggi ma, ho solo trasmesso i miei pensieri attraverso lo sguardo nei loro occhi. Anzi, svelo ancora di più: dopo aver combattuto a lungo per la costruzione d'un monumento nel '99, mi son visto il lavoro raffigurato nel libro bianco nelle pagine "una distrazione con un dovere" dedicato in ricordo a gente come loro che, mai più tornate a casa, in una zona che si accede ad orari e con tanto di cancello.
Ebbene, non condividendo ciò, ho trovato sulla stessa lunghezza d'onda una persona, nella quale nutro una grandissima stima sia come chirurgo che come Primo Cittadino, di concedermi campo libero ad un programma dove, finalmente senza limitazioni ed orari, ci si possa fermare per onorare i figli, fratelli, colleghi, amici di questo Paese.
Orbene, nel 25° Anniversario commemoreremo con una solenne cerimonia presieduta da Mons. Arc. Felice Cece della Diocesi Sorrento/C.Mare, nella Basilica di S.M. del Lauro alle ore 9,30 con parata militare.
Dopo ci porteremo in corteo presso il largo "Stella Maris" dove sarà benedetto un monumento ai Metesi scomparsi, con la rappresentanza di unità navali e la partecipazione di varie Amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali.
Dirò di più: a Voi amici dei miei amici-colleghi scomparsi, mi faccio garante verso Loro, assumendomi piena responsabilità, di aggiungere a questo mio messaggio i loro volti e, sono convinto che anche Voi, con un sorriso, avrete cose, tante cose da trasmettergli guardandoli uno ad uno e continuare a scrivere tanti e tanti pensieri nel loro "Libro Bianco".
Peppe Aprea
NB: Clicca sulla foto per l'ingrandimento
29 Dicembre 1981 il naufragio della Marina D'Aequa resterà per sempre un
doloroso ricordo. Grazie a tutte quelle persone che ancora oggi ricordano quei
29 ragazzi.
Ernesto.
catberre @ tin.it
Oggi stavo navigando per cercare notizie sul sormeggibile "NANI" disperso nella seconda guerra mondiale,a bordo c'era il fratello di mia nonna (con lacrime agli occhi ne' parla sempre).All'improvviso rivivo quella serata di dicembre,ero piccolo ma ricordo tutto. Ero a casa sua. Ciao zio lello.. sei sempre nei nostri pensieri.
Illary
Stamani ho scoperto per caso questo sito e con sommo piacere ho potuto
constatare che nelle menti di molte persone vive ancora il ricordo di quel
tremendo naufragio.Il mio ricordo e le mie preghiere vanno a tutti i marinai
scomparsi in mare , ma consentitemi una piccola differenza per Costantino
Castellano, che per noi che lo conoscevamo era un ragazzo
al di sopra di tutti.
Gabriele da Piano di Sorrento
NON odio ma amore teniamo vivo il ricordo di quei 29 ragazzi
Ciro Vanacore 5B Macchinista
Sono trascorsi quasi 25 anni anni dal tragico naufragio della Marina D'Aequa
(Tito campanella) nel golfo di Biscaglia, i miei ricordi, i miei pensieri le mie
preghiere ancora oggi vanno a quei poveri marinai dispersi e mai ritrovati.
Paolo.
Reggio Calabria.
Quel giorno anche io poco piu' che sedicenne imbarcato su una moto nave della SOCOMAR di S.AGNELLO . Ricordo ancora la furia del mare in tempesta la paura per quella vecchia nave che spesso tentava di fermarsi ... e poi la tristezza mista a rabbia di gran parte dell' equipaggio che era prevalentemente della penisola sorrentina alla notizia dataci dal marconista inerente all' affondamento della MARINA D'EQUA.. Se ricordo bene si diceva che la nostra posizione fosse il 38esimo parallelo mentre il MARINA D'EQUA era posizionato al 48esimo parallelo. Fu' un episodio che è rimasto scolpito nella mia mente prechè vi assicuro che il mare quel giorno ci bistratto come volle con onde altissime. Prego per tutto l' equipaggio del MARINA D'EQUA affinche possano avere dinnanzi a DIO il riposo eterno.
Gianni Giampietro
|
Quanta tristezza nel ricordare quei marinai. Il cuoco abitava vicino a me e la tragedia è stata indescrivibile per i familiari ,anche se vissuta nella compostezza. Grazie Michelangelo,questo sito ci voleva e solo una persona sensibile poteva allestirlo. Non ti conosco di persona ,ti ho scorto qualche volta passando al Casale ,sei una persona dall'animo nobile. Mimmo |
Marina d'Aequa per non dimenticare
Il 29 dicembre 2005 alle ore 19:00 nel SANTUARIO DI SAN GIUSEPPE in SANT'AGNELLO
come tutti gli anni dal 1996, anno della realizzazione del monumento ai dispersi
del MARINA D'AEQUA,ad oggi, si terrà una SOLENNE EUCARESTIA presieduta dal
parroco santanellese Don Natale Pane.
Alla cerimonia prenderanno parte le famiglie degli scomparsi, le massime
autorità dei comuni interessati dalla immane tragedia e una rappresentanza della
Capitaneria di porto di C/MARE DI STABIA E DELLA CASINA DEI CAPITANI DI META.
Alla fine della cerimonia sarà DEPOSTA UNA CORONA DI ALLORO sul MONUMENTO
attiguo al SANTUARIO che ne perpetua nel tempo tale tragico evento.
Ciao a voi Mio fratello Diego ha trovato per caso questo sito! e devo dire
sono proprio rimasto sorpreso. Tschüss Zämme
Coppola
Paolo&Diego
ITALIA -
"...non fermarti davanti alla mia tomba a piangere io non sono lì, io non
sono morto..." Così recitavano i versi di un brano di autore canadese anonimo,
tratto dal toccante concerto di una corale americana, che ricordava i Metesi
dispersi in mare e tenutosi nella nostra Basilica lo scorso gennaio.Ne ho curato
io l'organizzazione con la speranza di farne un appuntamento annuale, per non
dimenticare.Infatti il prossimo giugno si dovrebbe replicare. Ho anche suggerito
al Comune, in qualità di consigliere con delega al turismo, una lapide o in
alternativa di intitolare la cosidetta piazza Ascensore, "Largo Metesi dispersi
in mare". Nino Miniero
Nino Miniero <nino@sorrentotourism.com>
ITALIA
-
Ero poco più di una bambina ma ancora rivivo il dramma di quei giorni. Fino
ad allora non avevo mai pensato alla morte nè forse avevo mai capito cosa fosse.
La scomparsa in mare del mio amato cugino Salvatore Lauro ha profondamente
segnato la vita della mia famiglia. Quanto ci sei mancato e ci manchi ancora !
Il tuo sorriso e la tua gioia di vivere rimarranno sempre impressi nei cuori di
tutti noi.
Rossella <rossellamaresca@yahoo.it>
ITALIA
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Allora ero poco più che una ragazzina, ma capii profondamente quale fosse la
tragedia più grande che una donna può vivere durante la sua vita : La perdita di
un figlio. Per anni ed ancora oggi rivivo quei giorni, la sofferenza di mia zia
e con lei di tutta la nostra famiglia. Anche oggi mi è capitato di immergermi
profondamente in quei giorni ed ho scoperto questo sito.Grazie per averci
pensato. Non dimenticherò mai il mio caro cugino Salvatore Lauro che chiamavamo
"Sasciatore", mai dimencherò la sua fierezza e potenza fisica quando gareggiava
sulla barca a remi sua omonima, mai dimenticherò la gioia di poter dire a tutti
che era mio cugino soprattutto quando giocava a pallavolo, l'allegria e la
complicità che aveva con suo fratello e le due sorelle. La sua mancanza ha
segnato per sempre molte persone a nome di tutte loro vorrei dire ancora grazie
per questa iniziativa.
Paola <paola@sireontours.com>
ITALIA -
angelo vinaccia " a catrommola"......... ricordo come eri patito per le
vespe....i motori truccati....... finalmente qualcuno si è ricordato di te e di
tutto gli altri. un amico
* *
ITALIA -
Mi accingo da poco ad usare un pc.Oggi ho ricevuto un e-mail ed alla fine ho
avuto la possibilità di conoscere un sito dove poter scrivere qualcosa di cosi'
importante.Quel giorno (ero poco più di un ragazzino) lo ricordo con estrema
malinconia e conservo nella memoria, indelebile, l'affetto provato per i tanti
amici persi (anch'essi erano poco piu' di ragazzini).Li penso con affetto, senza
dimenticare il TITO CAMPANELLA
Michele <diruocco@viirgilio.it>
ITALIA -
Per non dimenticare quegli uomini promuoviamo almeno una lapide al cimitero.
* *
ITALIA -
Mi manki,mi manki da morire!Non c'è giorno ke tu nn sei nei miei
pensieri!Vivo di rikordi,quei poki ke posso avere...rivedo i tuoi okki dentro ai
miei,sorrido nello stesso modo in cui lo facevi tu,cammino come camminavi
tu.stesso carattere,stessi modi di fare!!!Guardo e riguardo le nostre foto
,quelle ke ci ritraggono insieme.felici ed ignari ke ci saremmo dovuti separare
così presto....Sono passati 21 anni,la tua pikkolina è diventata una donna
ormai,una donna ke vorrebbe averti vicino ogni giorno,ke vorrebbe guardare i
tuoi okki,ke vorrebbe vederti entrare da quella porta,ke vorrebbe più di ogni
altra cosa un tuo abbraccio,un tuo sorriso,un tuo rimprovero....Io,una donna ke
vorrebbe solo te,il suo papà!So ke sei kon me in ogni istante,so ke mi dai la
forza di rialzarmi ogni volta ke sto x cadere,so ke da lassù mi proteggi come il
migliore degli angeli e mi abbracci ogni volta ke ne ho bisogno....Lo so ke ci
sei papà e so ke ci sari sempre..ma ci sono giorni in cui il vuoto mi
assale!Sento la tua mancanza troppo forte.....MI MANKI DA MORIRE PAPà...!!!!!!
La tua pikkolina......
**** <pikkolina@libero.it>
ITALIA -
In questi giorni ho conosciuto una persona molto vicina ad un marinaio
dell'equipaggio scomparso in quel giorno fatale, ciò mi ha reso felice sia
perchè ho avuto la possibilità di scoprire questo tragico evento e sia perchè,
posso assicurarvi, ho scrutato che la loro presenza è viva e splende negli occhi
delle persone che li amano. Saranno sempre presenti nelle mie
preghiere.
Vittorio <tufavit@libero.it>
ITALIA -
Ironia della sorte proprio stamani via-satellite vedevo sul canale discovery
"il recupero del tesoro del Titanic " . E proprio oggi in occasione di questo
triste anniversario (21) credo che sia opportuno impegnarsi al recupero ´se non
dello scafo , almeno di alcuni elementi, dettagli o quant'altro per saperne
qualcosa in piu´ . Ho l'impressione ,come sempre in queste circostanze, che le
autorita´tendano a rimuovere questo triste ricordo piuttosto che ad impegnarsi
che tragedie simili non avvengano piu´. Ancora una volta grazie a Michelangelo
Gargiulo per questa iniziativa affinche´non si dimentichi . Gege´Lorenzano
Gegè Lorenano <gege.lorenano@Inwind.it>
ITALIA
-
giorni terribili...notti in bianco, quanti amici persi, quanti ricordi.
Grazie x aver ricordato tutti quei giovani, io quando solco i mari sebbene sia
la mia vita ho sempre paura....grazie ancora. Ciao Costantino...tu che sei in
paradiso proteggi tutti noi
Franco Gargiulo <annacicca@libero.it>
ITALIA -
Mi ricordo...onore a quei nostri compatrioti. Saranno sempre nel nostro cuore
come i tanti che il mare custodisce. GIAN RUGGERO MANZONI già Serg. nel Btg. San
Marco
Gian
Ruggiero Manzoni
ITALIA -
Marinaio delle C.P. Guardia Costiera
N.R. <nikoup@hotmail.com>
ITALIA -
Li conoscevo quasi tutti, ma,uno in particolare quel maledetto giorno ha
cambiato per sempre la mia vita. Ci sono lacrime che non arrivano mai agli occhi
e non passa giorno che, navigando su quello stesso mare, mi chieda dove sarà?
Sicuramente per sempre nel mio cuore : è mio fratello.
Nino Maresca
<marescapasquale@inwind.it>
ITALIA
-
GRAZIE ANCHE A NOME DI MIO PADRE CHE HA POTUTO RIVEDERE IL FIGLIO DOPO TANTI
ANNI DI SOFFERENZE, PENSAVA CHE NESSUNO LO RICORDAVA PIU' .GRAZIE A VOI SO' CHE
SU' QUESTO SI SBAGLIAVA . QUESTO GESTO LENISCE CIO' CHE NON SI PUO' DIMENTICARE
Vinaccia Giovanni <giovannii.vinaccia@libero.it>
ITALIA
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Li conoscevo tutti, i “metesi”, di due ho un ricordo particolare: Maurizio
(Esposito) e Tonino (Aversa). Eravamo alle elementari insieme ed anche alle
medie: ironia della sorte erano seduti allo stesso banco. Facevano entrambi
disperare la prof. di italiano, per motivi diversi: Maurizio perché era un
casinista, con l’allegria contagiosa, e Tonino perché aveva litigato con la
grammatica, con la sintassi e con la letteratura. Maurizio non studiava mai: era
troppo impegnato a scorazzare in bici fingendo che fosse una moto; Tonino
cominciò un tema con queste parole: ”un giorno, di notte…”.La prof. ci rinunciò.
Franco Balsamo <frabals@tiscalinet.it>
ITALIA -
Tutti quelli che hanno letto Moby Dick credo ricordino con commozione quando
il protagonista visita la cappella dedicata ai morti in mare nel porto di
Nantucket, poche ore prima di salpare con il Pequod. Si scopre a leggere tutte
le lapidi in marmo csu cui sonon incisi i nomi degli equipaggi mai più
ritornati... e, incredibilmente, ne trae tale forza da arrivare a dire più o
meno: " e allora sfondatemi tutto, anche il petto se volete... ché di sfondarmi
l'anima neanche Dio è capace!" Non chiedetemi cosa voglia dire o perché mai mi
sono tornate in mente quelle parole... l'unica cosa certa è che dobbiamo
impegnarci tutti per tenere vivo almeno il ricordo. Grazie, Michelangelo.
Michele Pepe <info@missbellevue.com>
ITALIA -
Un pensiero e una preghiera per chi dal mare non è più tornato...Ma anche un
piccolo pensiero di speranza: chi scompare nel mare arriva presto in
Paradiso...Lì in fondo all'orizzonte il passo è breve. Dal mare al cielo il
salto è facile... Chi va via è ancora con noi e ci veglia da una stella. Silvana
Silvana <silvanagneme@hotmail.com>
ITALIA
-
Sono stato a mare per 17 anni, e quel fine dicembre 1981 l´ho trascorso in
famiglia, l´anno precedente ero imbarcato il 24/12 perche´mi ero imprgnato e
quella era ( e per certi versi lo e´ancora) la mia professione, quel 24/12 la
nave su cui dovevoi imbarcare ritardo´, era andata a soccorrere un mercantile
nel golfo di taranto, partimmo da augusta il 26/12/80. L´anno del 1981 si chiuse
malissimo e la scomparsa di tanti valorosi che sicuramente restano sulla
coscienza di una mezza dozzina di persone,mi colpi´ . Tra il 1982 e l´87 sono
passato svariate decine di volte per la guascogna o biscaglia che dir si voglia,
e sempre un mesto pensiero mi levava a quelli della marina di aequa( lo stesso
mi passava quando vedevo il relitto di quel traghetto che fece una fine orrenda
a zebrugee ed i cui restsi s vedevanod una banchina del porto) ! Alcuni anni
dopo sono partito anch´io da anversa, un febbraio 1987 mio primo comando con una
nave malandata , ma che la volonta´e la disperazione di uominio che devono
guadagnarsi un pezzo di pane portano sul mare. Il libro, ´´navi e poltrone´´ di
trizzino(libro processato e condannato insieme al suo autore, e poii
riabilitato) ha come introduzione dedicatoria una poesia nordica tradotta tra i
cui versi si legge ´´ SULLA TOMBA DEI MARINAI NON CRESCONO FIORI ´´ io sempre
che posso buitto un fiore in mare, di nascosto,perche´qualcuno non pensi che sto
inquinando il mare e se non posso lo faccio col pensiero: immagginiamo tutti,
oggi, di lasciare dolcemente un fiore in acqua , alla memoria di quelli del
marina di aequa, e di tutti gli altyri fratelli marinai che dormono il sonno dei
giusti, che Dio li abbia in pace e gloria, tutti questi ´´ A.B.S. come
giustamente gli inglesi, popolo marinaro per antonomasia classifica il marittimo
: ABLE BODDY SEAMAN, corpo abile alla categoria di marinaio!!
Raffaele
<antres1@bol.com.br>
ITALIA -
Oggi 29-12-2001 a venti anni da quella tragedia , da metesi , da cittadini di
una località di mare e di gente di mare avremmo dovuto avere almeno l'attenzione
di organizzare un minuto di silenzio , di raccoglimento e di paralisi totale di
tutte le attività del nostro comune . Ed invece anche in questo , mi sembra che
emrga solo ed unicamente la voglia di rimozione dal passato della tragedia in
questione . Un grande grazie a Michelangelo .l'unico capace in qualche modo
(seppure con un'iniziativa computeristica ) a ricordare con dignità questo
triste evento . Eugenio (Gegè) LORENZANO
Gegè Lorenzano <gege.lorenzano@inwind.it>
Meta,
ITALIA -
Ne conoscevo tanti..uno era un mio amico d'infanzia,si chiamava Michele Pepe
ed aveva il sorriso scanzonato e contagioso di chi sa affrontare la vita con
leggerezza - "ci vediamo a primavera" - mi disse.....
Paolo <coppolapaolo@hotmail.com>
ITALIA
-
Quel giorno ero a bordo di una nave al mio primo imbarco; oggi dopo 20 anni
lavoro fortunatamente vicino casa ed affetti ed ancor di più mi sento partecipe
di quanto avvenne. Non potremo mai dimenticare, ringraziando coloro che anche
attraverso queste opportunità fanno sì che la memoria ed i valori della nostra
terra rimangano sempre immutati nel tempo. Grazie !!!
Luigi Lucenteforte (anche a nome dei Piloti
del Porto di Napoli) <lul@libero.it>
ITALIA -
Affinchè il loro sacrificio non risulti inutile insistiamo che la tecnologia
può fare ancora molto.E' certo che,per motivi miseramente finanziari e anche di
mentalità,non si è fatto abbastanza per la sicurezza in mare.Ad esempio non
esiste una capitaneria di porto dotata di radar e di un servizio di prevenzione
adeguato.Si fà solo burocrazia e repressione.Quei giovani,dal fondo del
mare,chiedono altro.Per chi è ancora sulla terra.
Leandro <leandro@cgeonline.it>
ITALIA -
Grazie Michelangelo, nonostante tu non sei navigante, sei riuscito a fare
quello che avremmo dovuto fare noi che in mare ci abbiamo speso una vita. Tutto
questo non ci fa onore, però accresce ancora di più il merito di Michelangelo
che tra una battuta e l'altra per tenere alto il morale del gruppo ha trovato il
tempo di creare qualcosa che ci ricorda quella e tante altre tragedie che
abbiamo vissute. Grazie di cuore a nome di tutti i naviganti che non hanno letto
ancora quello che hai costruito, con la speranza che non ti fermi qui ciao
Tonino Soldatini <antoniino.soldatini@inwind.it>
Meta,
NA ITALIA -
Un modo per ricordare, semplicemente. Un posto dove lasciare qualche pensiero
e riflettere. Perchè questi marinai non hanno nemmeno avuto una sepoltura e un
posto dove poter raccogliere un ricordo. Per questo sarebbe bello riempire
questo Libro bianco.
Michelangelo <mikimeta@yahoo.com>
Meta, ITALIA -
Grazie a Michelangelo Gargiulo ed al Comandante Soldatini per avere
quantomeno ricordato questi 29 ragazzi . E' lapallissiano che una simile
tragedia rievochi tristezza ed impotenza ,ma almeno ci aiuta a non dimenticare o
rimuovere
Gegè Lorenzano
ITALIA -
Poveri ragazzi..Grazie per questo sito commemorativo. Serena.
Serena
<senzamezzitermini@hotmail.com>
Faenza,
ITALIA -
Inutili commenti, quanta tristezza.
Mario Parlato
ITALIA -